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astracedi
. . . può essere sufficiente un esame della disposizione generale dei frammenti carboniosi. se questi sono allungati e disposti parallelamente, allora si tratta certamente di sedimentazione naturale in cui i frustoli vegetali si dispongono seguendo le sia pur deboli correnti.
Un altro indizio utile di deposizione in ambiente anaerobico è il terreno stesso, che sarà di colore grigio verdastro e spesso di composizione limoso argillosa. Terreni rossastri indicano invece situazioni aerobiche nelle quali i resti vegetali si decompongono. . .
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Non sono sicuro di aver capito bene. :-?
Fino al microscopio OK, ma per me poi il punto non è sulla sedimentazione o comunque sulla formazione del contesto (strato o quant'altro), ma sul reperto in sè; il contesto è di tipo quasi sempre artificiale, trattandosi di uno scavo archeologico, quindi il contesto non aiuta a distinguere residui di combustione da residui legnosi carbonificati (che potrebbero essere presenti ed essere stati deposti in maniera e con tendenza abbastanza indifferente, mi pare).
Il punto per me sarebbe se ci fosse qualche modo per capire se c'è stata una combustione prima della deposizione oppure no.
Insomma, i carboncini che trovo sedimentati (!) in un pozzo nero, posso dire se sono residui di segatura oppure braci di focolare? :-)
O per fare un altro esempio: posso dire se le tracce di carboncini sul fondo di una buca di palo sono semplicemente residui del palo stesso carbonificato in fase postdeposizionale oppure se devono essere considerati un indizio di una sbruciacchiatura del palo prima di metterlo in opera?
Spero di non avere frainteso il discorso delle fibre allungate :-k .