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Greco 78
Be' per iniziare se parliamo di impasto non parliamo di ceramica. L'impasto, parlo di quello protostorico dell'età del ferro, è composto da "degrassanti" (in realtà non possono essere intesi come tali) che usualmente non si trovano nella ceramica comune (di qualunque classe e tipologia). Io in alcuni frammenti ho trovato addirittura pezzettini di paglia e frammenti di conchiglie. Insomma si tratta di un "impasto" e non di ceramica nel vero senso della parola. Morfologicamente invece non c'è tantissima differenza tra alcune forme dell'impasto e quelle della ceramica comune da fuoco o da mensa e dispensa (pensiamo ad esempio a forme molto funzionali come le olle). Naturalmente il mio discorso si riferisce alla ceramica campana, in particolare a quella cumana di cui mi interesso. In ultimo credo sia interessante notare come alcune forme dell'impasto proseguano anche nel VII e nel VI a. C. (in Magna Grecia) con funzioni del tutto uguali. In materia non esistono studi organici, quindi si devono fare distinzioni a seconda dell'area culturale alla quale ci si riferisce.
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Ma sì, infatti. Può persino capitare di "sconfinare" nel campo dei manufatti postmedievali, dove potrebbe adirittura verificarsi una questione terminologica fra ciò che noi Archeologi (prevaletemente di formazione classica) siamo portati a definire "ceramica" piuttosto che "terracotta". #-o
Purtroppo certe definizioni sono più legate a consuetudini specifiche di particolari e differenti ambiti di studio che non a caratteristiche materiali in assoluto.