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Vecchio 05-February-2008
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Greco 78 Visualizza Messaggio
Be' per iniziare se parliamo di impasto non parliamo di ceramica. L'impasto, parlo di quello protostorico dell'età del ferro, è composto da "degrassanti" (in realtà non possono essere intesi come tali) che usualmente non si trovano nella ceramica comune (di qualunque classe e tipologia). Io in alcuni frammenti ho trovato addirittura pezzettini di paglia e frammenti di conchiglie. Insomma si tratta di un "impasto" e non di ceramica nel vero senso della parola. Morfologicamente invece non c'è tantissima differenza tra alcune forme dell'impasto e quelle della ceramica comune da fuoco o da mensa e dispensa (pensiamo ad esempio a forme molto funzionali come le olle). Naturalmente il mio discorso si riferisce alla ceramica campana, in particolare a quella cumana di cui mi interesso. In ultimo credo sia interessante notare come alcune forme dell'impasto proseguano anche nel VII e nel VI a. C. (in Magna Grecia) con funzioni del tutto uguali. In materia non esistono studi organici, quindi si devono fare distinzioni a seconda dell'area culturale alla quale ci si riferisce.
Ma sì, infatti. Può persino capitare di "sconfinare" nel campo dei manufatti postmedievali, dove potrebbe adirittura verificarsi una questione terminologica fra ciò che noi Archeologi (prevaletemente di formazione classica) siamo portati a definire "ceramica" piuttosto che "terracotta". #-o
Purtroppo certe definizioni sono più legate a consuetudini specifiche di particolari e differenti ambiti di studio che non a caratteristiche materiali in assoluto.
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