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Vecchio 06-February-2008
astracedi astracedi Non in Linea
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Quindi sostanzialmente la chiave del discorso è che una fibra vegetale carbonizzata presenta una struttura a livello cellulare meno collassata di una fibra carbonificata in ambiente anaerobico ma senza combustione? :smile:
No, scusa ma non mi devo essere spiegato bene. Piuttosto è il contrario.
Le cellule carbonificate risultano schiacciate, con una forma "molle", quelle carbonizzate no, mantenendo l'originaria sezione quadrangolare. Quest'ultime, in caso di sedimenti di spessore considerevole, e quindi di una certa pressione, possono presentare cellule collassate, nel senso di pareti cellulari rotte, non piegate.

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Cavoli, allora il criterio di distinzione dovrebbe funzionare . Esistono degli esempi, che ne so degli atlanti o qualcosa del genere?
Sicuramente sì, ma non conosco titoli specifici. Comunque sono cose ampiamente trattate in qualsiasi testo di paleobotanica.
Se proprio ti serve posso provare a chiedere...

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Sul discorso delle fibre allungate come elemento per distinguere la carbonizzazione dalla carbonificazione (posto che sul contesto come già dicevo non si può fare affidamento) continuo a non seguirti, ma forse sono io che non ci arrivo (sono in piedi da circa quaranta ore e casco dal sonno ). Proverò domani a rileggermi con calma gli ultimi post :wink: .
Non parlo delle fibre, ma proprio dei frustoli, dei frammenti vegetali. Prova a pensare a dei bastoncini: invece di essere disposti a casaccio, sono tra loro più o meno paralleli...
Io non capisco invece perché il contesto deposizionale per te non debba fornire alcuna informazione.
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Marco Astracedi
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