Sono d'accordo sull'approccio, in linea di massima.
Perņ ove tu trovassi in un contesto tardoromano, romano-barbarico o altomedievale qualcosa di prodotto a tornio lento (senza linee di tornitura) con inclusi grossolani e non calibrati e magari persino con una cottura irregolare, tu lo chiameresti impasto senza alcuna esitazione? io sarei un po' perplesso: quanto meno pretenderei una nota metodologica esplicitata nella relazione del lavoro in corso e con la quale si esplicitasse la valenza terminologica che si č voluta seguire.
Stesso discorso nel caso di manufatti romani a destinazione particolarmente specializzata (per esempio i crogioli).
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