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Vecchio 06-February-2008
Greco 78 Greco 78 Non in Linea
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Sono d'accordo sull'approccio, in linea di massima.
Però ove tu trovassi in un contesto tardoromano, romano-barbarico o altomedievale qualcosa di prodotto a tornio lento (senza linee di tornitura) con inclusi grossolani e non calibrati e magari persino con una cottura irregolare, tu lo chiameresti impasto senza alcuna esitazione? io sarei un po' perplesso: quanto meno pretenderei una nota metodologica esplicitata nella relazione del lavoro in corso e con la quale si esplicitasse la valenza terminologica che si è voluta seguire.
Stesso discorso nel caso di manufatti romani a destinazione particolarmente specializzata (per esempio i crogioli).
Certamente MDD. Poi nella discussione (che è quasi del tutto terminologica) non dobbiamo dimenticare l'uso del tornio. In realtà (parlo sempre dei miei cari Opici)nel IX secolo non si ignorava l'esistenza e l'uso del tornio (lento) nella Campania settentrionale costiera. Altro discorso è poi da fare sulla distinzione nell'ambito della ceramica grezza tra contenitori da fuoco-mensa- dispensa e i c.d. grandi contenitori quali pithoi e dolia. Gli impasti di queste due forme (parlo naturalmente di frammenti non identificabili, quindi di "pance") sono similissimi a quelli della produzione d'impasto dell'età del ferro. Inoltre anche la superficie esterna si presenta simile in entrambe le produzioni ("Grandi contenitori"-"impasto"). Nel discorso si inserisce poi la ceramica con superficie in "terra refrattaria" documentata da C. Gialanella nello scavo di P. Chiarito a Forio d'Ischia. Davvero una variabilità interessante e piena di problematiche quella della ceramica grezza!!
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