Beh, la teoria appartiene ad entrambe, e la pratica è per forza di cose diversa. Nel caso della storia devi scavare in archivio piuttosto che sul terreno. Poi, differenza evidente è l'arco cronologico. Tuttavia è ovvio, o dovrebbe esserlo, che un archeologo dovrebbe ben conoscere la storia antica e in particolare la storia che riguarda il proprio campo, e viceversa (ma in campo storico ancora permane qua e là una sottovalutazione delle fonti archeologiche per fare storia. Del resto in questo caso, trattandosi appunto di fonti materiali, dovrebbe essere l'archeologo a farla invece di lasciare il lavoro agli storici "puri"). In certi settori però la differenza non è così netta. In campo vicino-orientale per esempio molti storici partecipano o dirigono scavi, e la storia vicino-orientale è, per sua natura, più attenta ai resti materiali di quanto lo sia, mediamente, la storia classica, che ha a disposizione un'infinità di fonti scritte (ma recenti manuali per esempio di storia greca, sono impostati diversamente e danno maggiore spazio alle fonti materiali). Oppure che so, la preistoria e la protostoria, di fatto la fanno, la scrivono e la insegnano archeologi (che magari nel corso tempo hanno poi affinato certi concetti, metodi, strumenti e teorie, da un lato più familiari agli storici di formazione, dall'altro agli antropologi), anche perchè fonti scritte ovviamente non ne esistono.
Comunque se vuoi la mia opinione spassionata, le differenze che vedo tra le due non si discostano molto da quelle che mi pare abbia in mente tu, e secondo me sono dovute ai differenti oggetti di studio, alle fonti. Prevalentemente scritte nel caso dello storico, materiali nel caso dell'archeologo (per quanto poi esistano magari archeologi che si sono dedicati principalmente all'interpretazione di testi e scritture, epigrafi e tavolette, o campi come l'egittologia che hanno un po' una storia a sè, ecc.). Per cui non è tanto un fatto di "nozionismo" (se per esempio prendi in mano un manuale di archeologia prevalentemente storico-artistico, di "nozionismo" ne potresti trovare a go go...), quanto un fatto di oggetti di studio alla base. Il fine, in linea di massima, mi pare lo stesso. In un caso ricostruisci la storia (e intendo tutta, senza distinzioni tra storia e processi o evoluzione, funzionamento della società, comportamento dell'uomo, attività quotidiane modi di pensare, ecc.) tramite fonti scritte, nel secondo caso tramite fonti materiali. E' una mia opinione ovviamente, non tutti sarebbero d'accordo.
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