Personalmente sono molto scettico riguardo all'ipotesi di Bittlestone. Come tante altre, si basa anch'essa sul falso problema della geografia omerica. Cioe' si pretenderebbe da poemi epici arcaici, composti oltre tremila anni fa, tramandati oralmente per secoli fino alla loro stesura scritta definitiva (o quasi) intorno al VIII secolo a.C, una precisione geografica moderna, da mappa satellitare.
Per me e' assurdo solo pensarlo, eppure esistono perfino dei classicisti che insistono su questo argomento.
I poemi omerici non possono che contenere la geografia alquanto approssimativa dell'epoca in cui si formarono e furono tramandati. Quindi, com'e' possibile insistere sulla forma di una costa, sull'orientamento di una baia descritta da Omero?
Bittlestone (come altri) insiste sulla differenza tra la posizione dell'Itaca attuale, che si trova sul lato orientale, e l'Itaca omerica che invece sarebbe volta sul lato occidentale, e sul fatto che l'Itaca omerica avrebbe le coste basse mentre l'attuale Itaca ha le coste ripide.
A parte il fatto che, per le ragioni che ho esposto, non trovo cosi' problematiche tali discrepanze, va anche detto che la posizione dell'Itaca omerica si basa su un verso di non facile interpretazione (Odissea IX, 25) sul quale ha dissertato perfino Strabone (Geografia, Libro X).
Su questo punto avevo gia' fatto un intervento in un'altra discussione:
Guerra di Troia:come documentarsi e cosa leggere?
Bittlestone propone che la penisola di Paliki fosse separata da Cefalonia ai tempi dell'eta' del bronzo da un braccio di mare e che fosse quella l'Itaca omerica, mentre l'attuale Itaca sarebbe stata Dulichio. Una frana causata da eventi sismici avrebbe poi riempito il canale tra Itaca e Samo (Cefalonia) ed in seguito Dulichio sarebbe diventata l'attuale Itaca. In questo modo la descrizione omerica calzerebbe alla perfezione.
Il porto di Forco, dove Ulisse sbarca dalla nave dei Feaci, sarebbe la baia di Atheras, situata sul lato settentrionale di Paliki, da dove sarebbe possibile (sempre secondo Bittlestone) "riprodurre" il cammino di Ulisse con un trekking!
Pero' il porto di Forco, nell'Odissea, e' descritto come un'insenatura del tutto eccezionale:
"Vi e' un porto ad Itaca, che e' sacro a Forco, il vecchio marino. Due promontori si sospingono avanti, scoscesi, che verso il porto degradano e lontane tengono le grandi onde sollevate dai venti impetuosi;dentro stanno le navi ben costruite, senza bisogno di ormeggio, quando hanno raggiunto il punto di attracco. All'entrata del porto si erge un olivo dalle foglie sottili, e li vicino, vi e' una grotta bellissima, avvolta di nebbia, sacra alle Ninfe Naiadi..." Odissea, canto XIII, trad. Maria Grazia Ciani, Ed. Marsilio.
Un approdo con queste caratteristiche non e' facile da trovare nelle isole del Mediterraneo.
Se queste caratteristiche sono state tramandate con precisione attraverso la tradizione orale, credo che il porto di Forco dovesse essere eccezionale.
Sara' un caso, ma l'attuale Itaca ha una baia proprio come questa, il porto di Vathi, assolutamente eccezionale, cosi' ben riparato che l'acqua all'interno sembra un lago. Invece la baia di Atheras e' una come tante altre, e non mi sembra che possa avere le caratteristiche del porto di Forco (non ho mai visitato questi posti, purtroppo, ma mi sono documentato usando Google Maps e le foto di numerosi siti turistici delle Isole Ionie).
Inoltre, nella Itaca attuale, non lontano dal porto di Vathi esistono delle grotte compatibili con le grotte delle Ninfe, dove Ulisse nasconde il tesoro dei Feaci, mentre nella sua ricostruzione del cammino di Ulisse, Bittlestone glissa su questo punto.
Direi quindi che la geografia omerica e' piu' precisa di quello che mi potrei aspettare.
Intanto sono curioso di vedere come va a finire Odysseus Unbound. Ho grossi dubbi che Underhill potra' dimostrare la sua ipotesi.
Mario