Quote:
Mario_A
I poemi omerici non possono che contenere la geografia alquanto approssimativa dell'epoca in cui si formarono e furono tramandati.
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Giustissimo. Più in generale la quasi totalità delle concezioni geografiche degli antichi erano distorte rispetto alla relatà; per quanto riguarda le aree costiere le distorsioni erano spesso il risultato del punto di vista privilegiato delle rotte marine.
A maggior ragione saranno vaghe le indicazioni topografiche nell'ambito di un poema epico, tramandato oralmente per secoli, che non ha come intento principale quello della descrizione esatta dei luoghi.
Come riferimenti bibliografici per ora mi viene in mente:
J.O. Thompson, History of ancient Geography, Oxford 1948;
Un esempio di come le distorsioni geografiche-cartografiche degli antichi implichino problemi di interpretazione storica, secondo me molto ben ragionato: A. Facella, Capo Cocinto (Punta Stilo) nella geografia della Calabria antica, in M.C. Parra (a cura di), Kaulonìa, Caulonia Stilida (e oltre), Pisa 2001, pagg. 103-116.