Ovviamente appena finito di scrivere l'intervento è saltata la corrente. :neutral:
Dicevo che nei periodi preistorici è sempre difficile addentrarsi nella simbologia. Generalmente l'aniamle è associato tanto ad aspetti di fecondità e prosperità (nella controparte femminile) che di forza e virilità (specialmente il toro). Su queste basi si procede un po' ad intuito ma non saprei quanto in maniera affidabile.
In Etiopia l'arte rupestre è in grandissima percentuale raffigurante bovini, non mi sono mai imbattuto in datazioni di questo materiale ma se anche ce ne fossero mi fiderei poco, è difficile comunque che siano precedenti i 6000 anni BP. I soggetti sono del tutto criptici, l'unico particolare che mi viene in mente è la resa accentuata e spesso innaturale delle corna. Pare che presso le stesse culture fosse prassi comune intervenire sulla crescita delle stesse corna per ottenere particolari risultati, sicuramente era un carattere dotato di particolare valore.
In altre culture le corna si associano ad aspetti come la forza, forse anche la virilità, gli stessi animali cmq quasi mai (o forse mai) hanno il sesso in evidenza.
Nella Penisola Arabica (se si esclude l'area di Jubbah nel NE) petroglifi e pittogrammi di bovini sono molto inferiori in proporzione ad altri soggetti.
Anche qui si distinguono le particolari e innaturali rese delle corna.
In alcuni casi (sicuramente noti almeno in Yemen) sono incisi delle mucche gravide che mostrano chiaramente il "vitello" inciso all'interno della madre (poi cerco la foto). Questo potrebbe essere una simbologia della fecondità, magari a scopo propiziatorio per la favorevole filiazione del bestiame... non saprei.
Nonostante sia un animale che soprattutto nel Corno d'Africa, ma in parte anche in Arabia, ha avuto la sua grande rilevanza come fonte di latte, sangue e carne (tutto questo è attestato sicuramente dai resti faunistici) non sembra che abbia generato una ricca simbologia, soprattutto nei regni sudarabici.
Sicuramente teste di toro sono attestate nell'architettura, sia come elementi decorativi all'interno di scudi ornamentali (in pietra, probabilmente infissi all'interno dei templi ma venendo dal mercato nero...) sia molto spesso sotto forma di protomi taurine con funzione di canaletta.
Nonostante questi riscontri non mi viene in mente nessuna chiara simbologia regale o divina in ambito sudarabico, mentre già se si pensa alla mesopotamia il ruolo del toro come esempio di "forza" o anche proprio "forza della natura" è molto più diffuso.
Ricordo anche una figurina fittile a forma di testa di mucca proveniente da Baraqish, mi pare risalente ai livelli del 1° millennio a.C. ma non sono sicuro.
Era una cosina grande neanche quanto il mio pollice proveniente da un taglio fatto all'esterno delle mura, purtroppo il valore delle figurine in argilla all'interno della spiritualità sudarabica mi è sconosciuto (ammesso che poi qualcosa si sappia davvero) spesso in mesopotamia sono associate ad aspetti più "volgari" della religione ufficiale.
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