Faccio un ultima riflessione che mi è ispirata dalla lettura dei vari post( ho risposto leggendo man mano). Non so quanto negli studi sul neolitico si parli di sistemi simbolici , o quanto ci si soffermi solo sugli apsetti più evidenti. Per quanto riguarda il paleolitico ,tutti gli animali rappresentati, le figure umane maschili e femminili e i "segni" sono stati riconosciuti come afferenti ad un sistema coerente nel quale dunque tutte le parti hanno dei rapporti specifici.
Alcuni autori ,seguendo la via "strutturalista" inaugurata dal Leroi-Gourhan hanno addirittura elaborato delle "sintassi" che prevedono, ovviamente partendo dall'analisi dei documenti, determinate associazioni dei vari simboli e non altre.
In un simile contesto inoltre il sesso dell'animale( toro o vacca ad esempio) può acquisire dei significati particolri a contesti dati, ma in generale è spesso arduo determinare il sesso o non fu posta sufficiente attenzione su questo punto, il che confermerebbe che appunto gli animali nell'arte paleolitica sono rappresentazioni simboliche e non il risultato di riti propiziatori per la caccia( che potrebbero pure starci ma non in modo così semplicistico).
Sono studi estremamente complicati ,ma vale la pena comunque affrontare l'argomento e da vari punti di vista.
quanto alla donna e al bovide, il Leroi-Gourhan, tremite una serie di "controlli incrociati" e tramite un'analisi "interna" dell'arte paleolitica, giunse alla conclusione che le due figure sono simbolo( nel senso etimologico del termine) l'una dell'altro e viceversa..... Per le epoche posteriori si può trovare in generale l'associazione Donna-Vacca e Uomo -Toro, ma non sempre ( è Inanna colei che manda contro Gilgamesh il Toro Celeste)....si potrebbe pensare ad un passaggio non proprio diretto del simbolo del Bovide dalla Donna all'Uomo.... o meglio dalla Dea madre( alla quale anche in altre età viene associato il Bovide, si pensi a Iside o a Giunone) al Re tremite una sorta di rapporto privilegiato esistente tra il secondo e la prima.... non so se riesco a farmi capire , è arduo sintetizzare certi concetti.
Infine quanto a continuità simbolica tra paleolitico e neolitico c'è un bell'articolo in "forme e tempi della neolitizzazione in Italia meridionale e in Sicilia" . Io continuo a far riferimento al Leroi-Gourhan che avverte che le idee e l'espressione pratica di tutto ciò che concerne la sfera del simbolico o del rituale sono quelle che meno cambiano nei secoli e nei millenni - aggiungo- venendo invece costantemente riadattate e riattualizzate a seconda dei tempi. Una Tradizione infatti è tale e può essere tremandata solose riesce ad integrare le Innovazioni che per forza di cose il mutare dei tempi richiede.
A questo punto mi diventa sempre più urgente procurami questo libro di Cauvin, sonoproprio curiosa di vedere fin dove è rivoluzione questa dei simboli di cui lui parla.
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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