Mi associo a quanto scritto da Mdd: pare davvero l'ennesimo attacco al sistema di tutela...
Quanto alla richiesta da parte dello Stato di indennizzo per le spese di scavo e restauro, mi viene in mente che l'articolo 34 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, comma 1, dice chiaramente che gli oneri per interventi conservativi sui beni culturali sono a carico del proprietario, possessore o detentore dei beni culturali stessi e che il Ministero può concorrervi in tutto o in parte (anche sotto forma di contributi in conto interessi).
Il comma 3 poi dice testualmente:
Per le spese degli interventi sostenute direttamente, il Ministero determina la somma da porre a carico del proprietario, possessore o detentore, e ne cura il recupero nelle forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.
Ma dal momento che i reperti archeologici sono proprietà dello Stato, qui non sembra esservi ragione per addebitarli al privato (e infatti normalmente questo non succede). Che il valore del rinvenimento vada computato al netto delle spese, come suggerito da Mdd, mi sembra dubbio.... infatti non mi pare che la legge faccia riferimento ad una tal procedura. Ma potrei sbagliarmi...
Mi sorge poi un dubbio: non è che le spese di restauro possano essere state addebitate al privato perchè ha, volontariamente o involontariamente, danneggiato i reperti archeologici?
Oppure se li è trattenuti come acconto sul premio di rinvenimento? (e allora la questione sarebbe da porre in altri termini, come appropriazione indebita).
Boh, i termini in cui la questione è riportata sono a dir poco nebulosi... :-k
L'unica cosa certa è la sospetta volontà di sconsigliare la denuncia e la consegna di reperti rinvenuti in modo occasionale.
