Mah! A dire il vero non credo che il petrolio abbia avuto per l'uomo preistorico la stessa importanza del mammut.... poi chi dice che si tratta di zanne isolate? Magari chi non ha interesse ad altro che alle zanne. In Siberia il mammut fu uno degli animali più importanti, tanto è vero che non solo compare come materiale da costruzione ,ma anche dipinto nell'unica zona russa che abbia restituito piutture paleolitiche( gli urali) e la sua interazione con l'uomo non dovette essere così semplice. Ad esempio si potrebbero studiare le "fonti di approvvigionamento" e cercare di capire se gli uomini utilizzassero ossa di mammut già morti da tempo oppure se li ammazzavano appositamente o se si recavano in sorte di "cimiteri degli elefanti" e simili . Non è che siccome in italia c'è abbondanza di ossa di uro o di cervo non le si studia e le si vende per farci che so, pettini ( che si facevano fino a poco tempo fa con le corna di bovino).
Fermo restando ovviamente che magari ci sono un pò di problemi politico-economici, molto spesso è proprio la non rarità a dare molte informazioni all'archeologo, che su molti fronti lavora per statistiche. Come diceva un mio eccellente prof( anche se vale per lo più per l'ambito non preistorico) "testis unus testis nullus" ( mi pare fosse così perdonate se il mio latino è parecchio arruginito).
Cioè studiare una enorme quantità di ossa di mammut sarà naturalmente più informativo che studiare un solo osso sporadico.
Mi piacerebbe sentire l'opionone di qualche archeozoologo o paleontologo se si trovano nei paraggi.
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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