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Vecchio 24-February-2008
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Exclamation Sommozzatori e archeologi

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malù Visualizza Messaggio
per quanto riguarda il recupero dei materiali da parte dei carabinieri o vigili del fuoco, è normale che intervengono loro, i professionisti dei vari settori, giustamente hanno prezzi più elevati e in italia si tende sempre a risparmiare, con risultati scadenti!

Attenzione, l'uso di sommozzatori professionisti appartenenti all'Arma o alla Marina Militare in linea di massima non è dettato da esigenze di risparmio. Oltretutto sappiamo bene che noi archeologi siamo i più economici di tutti (a volte pagati meno e tutelati peggio anche degli operai che ci sterrano i saggi --)...
Se infatti è vero che su uno scavo archeologico subacqueo è imprescindibile la presenza di un archeologo, è anche vero che, per quanto l'archeologo in questione possa essere un ottimo sub, attento e meticoloso, sarà comunque preferibile, per ragioni di sicurezza, affidare il lavoro "duro" a un sommozzatore professionista.
Con questo non voglio dire che l'archeologo subacqueo debba stare al sole sulla nave appoggio ad aspettare che gli portino le anfore da studiare: anzi, più riusciremo a formare archeologi subacquei capaci di caricarsi un bibombola sulle spalle e scendere, meglio sarà per il valore scientifico del nostro lavoro.
Dico solo che per il momento, la scelta di affidare, in alcuni casi (perchè non è sempre così) il lavoro pesante a sub professionisti è secondo me comprensibile, in quanto sono, ripeto, per il momento, gli unici ad avere le capacità fisiche e l'esperienza per poter lavorare in profondità e per lunghi periodi senza rischiare la pelle o un'embolia. Di archeologi con dei brevetti, capaci di scendere anche a 40 metri a vedere i pesci di Sharm, ce ne sono... ma quanti ce ne sono capaci di lavorare ogni santo giorno, con un mare non sempre in buone condizioni, a profondità non sempre facili, per ore intere?
L'archeologo è portato (per la sua insana passione) al sacrificio: a tutti, prima o poi, capita il cantiere massacrante a 40° sotto il sole, in cui si tira avanti a Polase, e ogni tanto si stramazza a terra; ma una cosa è portare il proprio fisico al limite all'asciutto, col rischio di prendere un colpo di sole, e un'altra è forzarsi sott'acqua, dove ogni fesseria, anche la più piccola, si può pagare carissima.

Per quanto riguarda il solito ritardo italiano rispetto a Spagna e Francia, confermo (anche per la mia esperienza personale): anche se abbiamo i siti archeologici subacquei più interessanti del Mediterraneo, in Spagna e Francia stanno investendo tanto e in quetso momento sembrano lavorare più e forse meglio di noi.
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