L'Osireion di Abydos
L'Osireion di Abydos è spesso citato come uno dei cavalli di battaglia dell'archeologia "alternativa" (o più frequentemente, fanta-archeologia).
Che l'Osireion sia un edificio di aspetto insolitamente arcaico è un dato di fatto riconosciuto da ogni egittologo. Il problema principale riguarda quindi il capire se a ciò effettivamente corrisponda una datazione altrettanto arcaica.
La questione non è per altro relegata nel solo campo della fanta-archeologia, se è vero che egittologi e studiosi di fama come Petrie e Naville si espressero ripetutamente in favore della eccezionale antichità dell'Osireion, facendone risalire la costruzione all'Antico Regno.
E' altresì vero che Petrie e Naville entrambi ignorassero i risultati dei successivi scavi condotti da Frankfort ad Abydos, studi sui quali si basa l'attuale datazione dell'Osireion alla XIX dinastia nonchè la sua identificazione quale cenotafio di Sethi I.
Le evidenze raccolte da Frankfort in favore di questa ipotesi sono ampie ed esaustive, e possono essere così riassunte:
- Il rinvenimento di numerosi ostraka recanti il nome di Sethi I associato a quello di Osiride all'interno dell'Osireion.
- La presenza di decorazioni e cartigli di Sethi I e Merenptah tanto sui corridoi di accesso all'Osireion vero e proprio che sulla parete settentrionale della grande sala.
- I ramponi di bronzo recanti il cartiglio di Sethi I scoperti da Frankfort tra alcuni dei blocchi di granito formanti le pareti dell'edificio.
Secondo Frankfort, l'aspetto arcaico dell'Osireion sarebbe il frutto di un progetto deliberato e "arcaizzante" da parte degli architetti della XIX dinastia, e non sarebbe affatto indicativo di una sua datazione ad epoche antecedenti alla XIX dinastia.
In realtà resta aperta un'ultima ipotesi, ovvero che l'Osireion sia stato in qualche modo restaurato e ridecorato nel corso della XIX dinastia, pur datando ad un periodo ben più arcaico.
Anche a fronte di questa obiezione, tuttavia, la tesi di Frankfort si dimostra difficilmente attaccabile. Il rinvenimento in situ di ramponi in bronzo recanti il cartiglio di Seti I tra i blocchi di granito tenderebbe infatti a escludere ogni possibilità di rimaneggiamento in epoche successive a quella della sua costruzione.
Nessuna delle fonti che citano Frankfort è tuttavia molto chiara quanto all'esatta posizione dei blocchi contenenti i ramponi.
Il testo di Frankfort sull'argomento, The Cenotaph of Seti I, è egualmente di difficile reperibilità, se non in biblioteche specializzate. Ritengo sia tuttavia essenziale conoscere con esattezza l'esatta provenienza all'interno dell'Osireion dei morsetti bronzei al fine di determinare se questi abbiano potuto essere effettivamente inseriti in un secondo momento o se debbano essere invece considerati parte della costruzione originale.
Ovviamente se qualcuno avesse accesso all'edizione originale del testo di Frankfort sarebbe estremamente interessante verificare su quali argomenti questa ipotesi si basi.
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