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Vecchio 27-February-2008
dizzi dizzi Non in Linea
AI senatus
 
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L'archeologo che opera prevalentemente sul campo ha anche la possibilità di venire a contatto con molte, anzi moltissime, problematiche connesse all'archeologia 'reale' che nessuno ti insegna all'università, come ad esempio: 1-procedure amministrative nel campo dei beni culturali;
2-problemi relativi al diritto del lavoro e alla sicurezza sul lavoro;
3-soluzioni tecniche, costi, forniture di materiali specifici per la conservazione, il consolidamento, il restauro del materiale archeologico e monumentale;
4-possibilità di entrare in contatto (imparando tantissimo) con altri specialisti: numismatici, epigrafisti, geologi, antropologi, topografi etc etc. In più hai l'opportunità di osservare direttamente la realizzazione concreta dei vari interventi da parte delle varie professionalità (dal mastro muratore all'ingegnere)
5-contatto con eruditi locali e visitatori in generale che ti possono porre domande stimolanti e che ti possono far riflettere sull'etica sociale del lavoro di archeologo...
Insomma: sul campo non ci si annoia mai, di solito; poi, dopo lo scavo, è bene dedicarsi a tavolino al cosiddetto 'lavoro di concetto' che ti permette di trarre le conclusioni del lavoro di scavo e, di fatto, di contribuire alla conoscenza scientifica.
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