Quote:
Stefano
... ho letto che in pratica non si può svolgere nessun'altra attività. ... né avere un qualsiasi tipo di lavoro remunerativo...
|
Ma sei sicuro di questo? Io e i miei colleghi durante la specializzazione lavoravamo, chi a contratto, chi con le coop, chi con supplenze (anche annuali) a scuola, chi al di fuori dell'ambito archeologico, anche con contratti a tempo indeterminato; io sapevo anche di personale di soprintendenza che ha conseguito la specializzazione quando era già in servizio da tempo; più che altro, se hai un reddito sopra una certa soglia perdi il diritto alla borsa di studio; e a volte non ti riconoscono come ore di attività pratica lavori di scavo pagati ma di emergenza; possibile che ogni ateneo abbia regolamenti così diversi? Prova ad approfondire contattando direttamente le segreterie...
Altro discorso credo sia per il dottorato: se sei borsista non puoi percepire altri stipendi da enti pubblici (es. dalla scuola, per cui dovresti metterti in permesso studio o aspettativa non retribuita).
Poi mi permetto di dire che la specializzazione non va considerata come un ripiego rispetto al dottorato: sono due vie distinte anche se non alternative (si possono ovviamente cumulare) che mirano, in teoria, nel primo caso alla carriera nella pubblica amministrazione (Soprintendenza) o alla carriera accademica. Io ho scelto coscientemente di fare la specializzazione e non ho la minima intenzione di tentare il dottorato: il mondo universitario, dopo averci bazzicato per un pò, mi è sempre sembrato molto più avvelenato e passibile di situazioni di sfruttamento del lavoro intellettuale e non, di guerre tra poveri in concorrenza spietata tra loro, con possibilità di arrivare ad una situazione lavorativa decente alla soglia della menopausa o della prostatite. ovviamente, per fortuna, ci sono alcune eccezioni...