Sono rimasto senza parole nel leggere l'intervista del cardinal Tonini (persona che stimavo, sino ad oggi) sull'omosessualità ed in particolare sulla canzone della Tatangelo.
In particolare sottolineo queste parole
"Guardi, sono stato parroco a Salsomaggiore, e le assicuro che
i ‘diversi’ vivono un grandissimo dramma interiore, per questo mi dà fastidio che si speculi su di loro. Dio solo sa quanti di essi
mi hanno chiesto aiuto piangendo per uscire dalla loro diversità o, comunque, per essere aiutati a superare i pregiudizi della gente. Con questo
non voglio dare giustificazioni all’omosessualità, perché si tratta comunque di una tendenza contro-natura e di un gravissimo disordine mentale ed esistenziale, ma è palese che i gay vivano una immensa tragedia interiore"
Di solito tendo ad essere contenuto nei miei interventi, ma di fronte ad una presa di posizione di questo tipo, che è una manifestazione irritante di intolleranza, non posso fare a meno di manifestare il mio dissenso.
Il cardinale aggiunge poi:
Domanda dell'intervistatore: Cardinale Tonini, dalle Sue parole emergono accoglienza e fermezza.
"
Nutro verso gli omosessuali, come del resto fa la Chiesa, dolcezza, carità e misericordia. Ma con ciò non legittimo l'omossessualità sotto l'aspetto etico.
Chi sbaglia nei confronti dei gay è chi scrive racconti e canzonette per lucrare sulle loro disgrazie".
Il cardinale è arrivato a dire che: "... ho sentito ugualmente parlare della canzone della Tatangelo.
Ritengo che un tema così scottante, così delicato e tanto controverso come l’omosessualità non possa essere oggetto di una canzonetta. Mi sembra assurdo, oltre che offensivo verso gli omosessuali stessi, fare di questa diversità l’oggetto di un concorso televisivo. Ma si sa, oggi si sacrifica tutto sull'altare dell'audience, sia per rendere il prodotto più morboso e prurigginoso, sia per riempirsi il portafogli ai danni di quella parte debole che si pretende, falsamente e con ipocrisia, di difendere. Non ho dubbi: boccio su tutta la linea la canzone di Anna Tatangelo quella canzone, e penso che neppure ai gay piacerebbe ..."
Io non sono omosessuale, e credo che nessuno dovrebbe porsi nemmeno il problema dell'omosessualità, come se possano esistere uomini normali (eterosessuali) e uomini non normali o anormali (omosessuali). Ritengo però che di fronte a questa violenza verbale che viene lasciata passare senza il minimo senso critico, bisogna avere l'onestà di esprimere il proprio disagio e il proprio disappunto.
La Chiesa cattolica, parlo dell'istituzione Chiesa e non dei credenti che per fortuna nella maggior parte dei casi viaggiano su piani diversi (sul divorzio, sull'aborto, sulle coppie di fatto e altri temi etici), rappresenta sempre più un problema reale e concreto, come altre religioni, al raggiungimento dell'estensione dei diritti civili dell'uomo, e credo che prima o poi bisognerà fare una scelta.
Potete leggere il testo dell'intervista qui
PETRUS - Il quotidiano online sull'Apostolato di Benedetto XVI