Il suicidio, no, non ve lo consiglio! Neanche dopo i ternt'anni! e meanche più tardi.
Capisco invece la delusione, la depressione che ne può conseguire, anche la rabbia (che strano, sembra essere poca da quanto leggo nei vostri messaggi, meno di quanto dovrebbe, c'è piu`rassegnazione che altro), la sfiducia e tutto il resto. D'altra parte penso, vedendolo dall'esterno, che il "destino" degli archeologi sia comune anche ad altre persone che hanno investito molto nella loro formazione, mossi prima di tutto da interessi personali, da passione, da amore per il sapere: penso ad esempio a quanti hannno studiato musica e non trovano uno sbocco: ho due nipoti (come zio, non sono taaaaanto vecchio :wink: ) che hanno entrambe conseguito il diploma di conservatorio: una ha per anni suonato il violino nell'orchestra di un teatro d'opera di uno stato confinante, facendosi ogni giorno (e notte!) quasi 200 km per uno stipendio che copriva a malapena le spese, ha poi smesso perché il sacrificio per lei e la sua famiglia era non più sopportabile. L'altra, flautista, insegna musica in una scuola media ed ha ottenuto il posto perchè padroneggia la lingua di insegnamento di quella scuola, che non è l'italiano. Di musica fanno oramai sporadicamente qualche concerto con un'orchestra messa su per l'occasione, in genere senza retribuzione. Temo che questo sia il destino di molti che seguono la passione senza chiedersi di cosa potranno vivere. E devo dire che ammiro queste persone, di cui tutti noi che amiamo la cultura abbiamo bisogno. Capisco anche le difficoltà in cui si trovano, soprattutto quando la vita si presenta con la necessità di prendere decisioni e si ha la responsabilità per altre persone, i figli ad esempio.
Claudio
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dott. Claudio Giorgini
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