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dizzi
Ma il solo fatto di non considerare la laurea in Conservazione dei BB.CC.AA. del vecchio ordinamento per le attività connesse ai beni archeologici è già una violazione: la laurea suddetta è equipollente a quella in lettere calssiche con indirizzo archeologico per accedere al dottorato e alla scuola di specializzazione quindi anche ai concorsi pubblici.
Poi il risultato del de-cretino sarebbe quello di impedire per legge di maturare nella regione stessa i requisiti necessari ad essere ammessi all'elenco e questo secondo me è in contraddizione con leggi sulle pari opportunità, sul diritto al lavoro, sulla liberalizzazione delle professioni...
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Non mi sembrano argomenti significativi per un ricorso.
Per una azione politica sì, molto anche, ma per un ricorso non direi.
L'Amministrazione cerca dei collaboratori esterni e definisce quali requisiti debbano avere, quali titoli di studio e quali esperienze.
L'equipollenza non mi pare che sia automatica, tanto è vero che dove viene riconosciuta è esplicitata espressamente, poi in realtà lo sappiamo tutti che le figure uscite dai due differenti corsi universitari non sono affatto uguali. E questo non è un concorso pubblico, ma un affidamento fiduciario.
L'Amministrazione cerca collaboratori dei quali fidarsi e li seleziona fra coloro che hanno già collaborato in maniera significativa ed in tempi recenti con l'Amministrazione stessa. Non è mica un istituto di formazione vincolato al diritto allo studio, diamine :???: .
Siamo d'accordo che è un comportamento miope per non dir di peggio, ma questa è una valutazione
politica, mentre dal punto di vista della gestione e della buona amministrazione non vedo cosa si possa sindacare :-( .