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Vecchio 11-February-2006
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Aquamarina Aquamarina Non in Linea
AI gens
 
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Approvo in pieno ciò che dice Anna. E credo che non valga solo per gli studenti di archeologia. La vita è un viaggio è vero, ma l'unica opzione non è andare in treno e seguire un binario. Ho visto persone veramente decise iniziare gli studi, laurearsi ,continuare alle dipendenze ,si badi bene, non di un ente, ma del singolo professore. In Archeologia è ancora tutto fatto di rapporti umani e basta. Non v'è possibilità di oggettivare per il momento proprio perchè quella dell'archeologo non è una vera professione. Mi spiego : la sua utilità economica è aleatoria, mentre per portare avanti uno scavo ci vogliono molto soldi. Si certo si parla di turismo archeologico e cose del genere, ma questa è una cosa pericolossissima e praticamente inesistente : per ora si tratta solo di recuperare "vil denaro". Ad esempio la situazione del sito di Cuma, stupenda collina che si affaccia a mare di fronte ad Ischia, è aberrrante:si continuano a finanziare gli scavi, ma non c'è la minima integrazione col territorio: proprio sotto il monte Cuma c'è lo sbocco di un depuratore (non funzionante!). Ma certo la passeggiata sotto il monte Cuma, non fa parte del circuito turistico per cui può anche fare schifo.
Insomma voglio dire, prima di farsi prendere dalla frenesia da scavo e credere che fare l 'archeologo voglia dire portare avanti il "proprio" scavo magari per tutta la vita, bisogna guardare anche dove si va ad intervenire e, come si diceva in un 'altra discussione, vivere nel presente! L'Archeologia, come scienza "sociale" deve ancora nascere.
Milena
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