Discussione: confusione sui Celti
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Vecchio 10-March-2008
astracedi astracedi Non in Linea
AI senatus
 
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Marco S. Visualizza Messaggio
Spesso sento parlare di pietre runiche prodotte dai Celti e quindi nella loro lingua.
MI sa che hai letto testi poco affidabili, come alcune cose "misteriche-new age" che mettono tutto in un gran calderone col risultato di una brodaglia annacquata.
Per quanto ne so io le rune sono esclusivamente germaniche, appartenenti quindi ad una lingua e cultura sensibilmente diversa da quella celtica.
Nella regione immediatamente a settentrione delle Alpi, però, la distinzione netta tra mondo celtico e germanico è piuttosto complicata, soprattutto dopo l'inizio dell'espansione/migrazione germanica, più o meno a partire dal II sec. a.C.: vedi i Cimbri e Teutoni della tradizione classica. Se non erro la più antica iscrizione in Futhark si riferisce proprio a questi due popoli, in una stele ritrovata in Svizzera (vado a memoria, qualcuno mi corregga se sbaglio qualcosa).
Non escludo quindi del tutto che i Celti della regione nord-alpina, una volta entrti in contatto con le migrazioni armate dei Germani non abbiano adottato anch'essi il futhark, anche se credo non si possa andare più in là di una semplice ipotesi.

I Celti continentali non svulupparono mai un loro alfabeto, e le iscrizioni in lingua celtica rinvenute credo siano sempre con alfabeto greco, etrusco o latino, o loro minime varianti.
Fanno eccezione le Isole Britanniche(Irlanda, in particolare), dove i Celti svilupparono, una scrittura dall'utilizzo mi sembra esclusivamente magico-religioso o su cippi funerari, detto Ogham. Da alcuni punti di vista l'Ogham si avvicina al significato magico-divinatorio delle rune, e forse da queste prende origine. Le più antiche iscrizioni oghamiche risalgon al V-VI sec. d.C. (iscrizioni su steli funerarie) ma è assai probabile che la sua introduzione dovesse essere assai più antica e usata su supporti deperibili come il legno.
Ogni singolo segno dell'Ogham è stato associato, da Robert Graves, ad una particolare pianta, e tramite questo, all'antico calendario celtico.

Su Internet si trova parecchia roba sull'ogham o sul futhark. Più difficile distinguerne l'attendibilità storico-linguistica-archeologica, dalle varie menate misticheggianti e new-age.
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Marco Astracedi
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