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Vecchio 11-March-2008
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Aquamarina Visualizza Messaggio
. . . Sto fornendo un servizio di assistenza come libero professionista, spero che il tuo discorso valga lo stesso.
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Aquamarina Visualizza Messaggio
. . . poichè la ditta che mi paga non mi ha richiesto partita iva, in effetti col mio commercialista abbiamo concordato per il pagamento a ritenuta d'acconto, che loro hanno accettato; . . .
Attenzione, in questi termini NON SI TRATTA DI LIBERA PROFESSIONE, si tratta bensì di banale lavoro subordinato o al più parasubordinato, tra l'altro anche con qualche dubbio che questo rapporto di lavoro non sia molto regolare (quanto meno potrebbe trattarsi di elusione dei versamenti assicurativi e previdenziali oltre che di un accordo di lavoro sfacciatamente antisindacale).

Per tornare al topic in una situazione del genere (un contratto che prevede una retribuzione a semplice ritenuta d'acconto) il rapporto professionale secondo me manca del tutto (perché anzi si tratta di una forma di retribuzione che per definizione è collegata alla occasionalità e alla non professionalità dal punto di vista fiscale e contributivo) e pertanto l'onere della sicurezza, dalle scarpe in su, E' TOTALMENTE IN CAPO AL DATORE DI LAVORO e nemmeno solo (che in fondo non è la cosa più importante) dal punto di vista economico, quanto soprattutto dal punto di vista della individuazione dei rischi e della scelta del livello di protezione da adottare.

Non è una questione formale, anzi è proprio il nocciolo del problema: capire chi ha la responsabilità di prendere le decisioni in materia di sicurezza e di adozione dei Dispositivi di Protezione Individuale.
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