Grazie Cristina,
perché hai capito lo spirito degli interventi di noi 'maturi'.
Lungi da me l'idea di suggerire a qualcuno di cambiare mestiere: io ho seguito la mia passione per molti anni studiando seriamente e producendo anche qualcosa di buono, e ho scelto la 'stabilità' di un mestiere abbastanza attinente solo nel momento in cui ho deciso di avere un figlio, dopo 6 anni di matrimonio felice, spiantato e con la valigia in mano. E' giusto che i giovani bravi e motivati vadano avanti, per non far morire la nostra disciplina nell'asfissia di un sistema universitario baronale e di una struttura ministeriale obsoleta.
Quindi è giusto seguire la propria passione, tentare il tutto per tutto investendo in una solida formazione culturale, professionale e scientifica. Ma è oltremodo doveroso non tacciare di paternalismo chi, per esperienza, descrive la situazione che i laureati e magari dotati di più diplomi post laurea hanno dovuto affrontare. Bisogna essere passionali ma consapevoli.
Concordo in pieno, inoltre, con il tuo suggerimento di studiare le lingue e andare all'estero: lì ci sono strutture forse più flessibili e aperte, e in ogni caso può bastare una borsa di studio di pochi mesi a aprire nuove prospettive di studio, ricerca, contatti.
Anna
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