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Vecchio 14-March-2008
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AI gens
 
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anche tralasciando quello che è stato detto per l'aspetto "scientifico", "dna" ecc.. (tra l'altro grazie mario per le spiegazioni, chiare come sempre), io resto sempre molto scettico sul fatto di usare delle caratteristiche di figurazioni artistiche per trarre delle conclusioni (in questo caso dedurre malattie) riguardo a persone vere.

Tanto più in un'arte stereotipata come era quella egizia (per fare un esempio, gli uomini erano spesso raffigurati con la pelle scura, le donne con la pelle chiara.. e questo per motivi di "canone estetico", non certe perchè fosse la realtà).

Vorrei ricordare poi che le caratteristiche anatomiche "deformate" dello stile amarniano (i fianchi, le teste allungate, ecc..) non sono una caratteristica delle raffigurazioni di akhenaton e basta, ma sono una caratteristica dell'arte del periodo tutta: ho visto degli ostraka con schizzi nello stesso genere, e se non ricordo male vi sono anche tombe di dignitari con raffigurazioni in questo stile.

E a meno di non ipotizzare un'improvvisa epidemia di qualche sindrome strana, penso che l'unica spiegazione plausibile sia un particolare gusto artistico del momento...

Del resto, se pensiamo per esempio alla scultura greca, vediamo che i canoni di proporzioni sono cambiati più volte nel corso del tempo, eppure non mi sembra che nessuno si sia mai sognato di dire che gli uomini del periodo arcaico avevano qualche sorta di malformazione che li rendeva simili alle statue dei Kuroi, e che poi la loro anatomia è mutatta tanto da diventare simile a quella delle statute di lisippo...

Anche il fatto che le caratteristiche messe in rilievo nelle sculture possano corrispondere più o meno bene con questa o quella patologia mi lascia sinceramente molto perplesso: penso che se prendiamo un qualsiasi quadro più o meno recente un po' fuori dai canoni "tradizionali", possimao riconoscerci tutto quello che vogliamo...

Tanto per dire mi viene in mente quel quadro con la serie di volti di ebrei: penso che se li si dovesse analizzare "scientificamente", in quei visi si troverebbero le tracce delle peggiori malattie deformanti viste da questo mondo, dalla lebbre allo scorbuto passando per il vaiolo... eppure dubito che anche uno solo dei modelli di quel pittore fosse veramente così nella realtà..

In pratica, quello che voglio dire è che mi sembra che troppo spesso gli "scienziati" (medici, biochimici, ecc..) che si avvicinano al problema diano per scontato che le raffigurazioni egizie mostrano sempre e comunque la "realtà"... beh, non è così.

La "realtà" in effetti non compare quasi mai nell'arte egizia, vi sono sempre dei filtri più o meno spessi in mezzo, e questo non va mai dimeticato...
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