Non sono d’accordo sul valutare le idee sulla base della firma. Ritengo più concreto fare un’analisi dell’esposizione.
Certo il nome dell’autore può essere una garanzia, ma non è detto che anche studiosi sconosciuti non possano avanzare idee di buon senso.
Nell’eventualità che la discendenza di Amenhotep III sia stata colpita da una sindrome genetica deformante, questa non si sarebbe manifestata con la stessa gravità e non avrebbe avuto lo stesso sviluppo in tutti i personaggi.
Ci sono elementi che fanno ritenere che Amenhotep IV sia diventato coreggente a una età di 12-14 anni, per cui la sua malattia poteva essere ancora in una fase iniziale.
Le statue dell’inizio regno lo ritraggono comunque con un corpo non proprio da atleta e con una tendenza a una eccessiva pinguedine.
Le statue realizzate alla fine del regno lo ritraggono invece in forme decisamente anomale, con cosce grasse, addome pronunciato, testa allungata e seno sviluppato.
Ritengo possibile che i primi segni della malattia siano stati interpretati non in forma negativa, ma come un segno di Dio, tale da portarlo a pensare di essere il prescelto da Dio, l’unico suo rappresentante in terra, Akhenaton waenra.
L’ipotesi che vede lo stile artistico amarniano come una risposta di rottura per le tradizioni religiose, politiche e artistiche del passato è da prendere in considerazione, ma non mi trova d’accordo, sia per quanto riguarda la volontà di rottura sia per la sua supposta inevitabilità.
L’ipotesi della sindrome genetica è stata avanzata in passato sulla base delle rappresentazioni anomale, che lasciavano intendere sintomi propri di alcune sindromi deformanti.
La maggior parte di queste presentano però la problematica della non fertilità, cosa che sembrava contraddetta dalle figlie di Akhenaton e Nefertiti.
La sindrome di Marfan non da invece problemi del genere e non causa tare intellettuali e di comportamento. Sono esistiti al riguardo personaggi importanti affetti da questa malattia, come per esempio il presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln o il famoso violinista Nicolò Paganini.
Le analisi mediche tradizionali e le recenti TAC hanno evidenziato in alcune mummie sintomi specifici del MArfan, per cui non si può più parlare di ipotesi basate su rappresentazioni artistiche, ma di ipotesi in parte confermate da analisi scientifiche.
Ovviamente questi indizi (crani dolicocefali, scoliosi in personaggi giovani, deformazioni del palato, eccessiva lunghezza degli arti, ecc.) vanno colti e considerati adeguatamente, senza alcun pregiudizio.
Non vedo perché Hawass debba sentirsi sminuito nel considerare ammalati alcuni dei faraoni d’Egitto (Akhenaton, Smenkhkara e Tutankhamon).
In merito al fatto che l’ipotesi di malattia genetica sia incoerente col contesto storico-culturale del periodo, mi sembra sia una visione soggettiva, degna, a mio parere, di poca considerazione.
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