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Vecchio 15-March-2008
dizzi dizzi Non in Linea
AI senatus
 
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Un brevissimo aggiornamento, tralasciando gli aspetti legali e tecnici della faccenda.
Tra i moltissimi colleghi in contatto si concorda sostanzialmente sul fatto di dover lottare per la definizione delle mansioni di un archeologo (non interno alla pubblica amministrazione) in cui si tenga conto non solo dei titoli accademici e delle collaborazioni pregresse, ma anche di tutti gli altri aspetti inerenti alla figura professionale, come le pubblicazioni scientifiche (solitamente effettuate a titolo gratuito e spesso senza possibilità di certificazione da parte dell'amministrazione, secondo i criteri esposti nel de-cretino), la possibilità di cominciare a lavorare anche per chi è appena uscito dall'università, l'auspicabile uniformità di trattamento, quantomeno a livello regionale, che le soprintendenze dovranno adottare nel conferire incarichi, sia dal punto di vista contrattuale-contributivo che economico per garantire equità e trasparenza, la possibilità di poter lavorare non solo come singoli ma anche sottoforma di società, cooperative etc.
Dopo avere avuto a che fare, nell'urgenza, con avvocati esperti di diritto amministrativo, auspico che, ancora tutti uniti, avremo a che fare nel prossimo futuro, anche con avvocati esperti di diritto del lavoro, per poter affermare i diritti elementari di ogni lavoratore ed obbligare le istituzioni a rispettarli.
Grazie a tutti coloro che in questo forum hanno espresso la propria opinione (in particolare Mdd e AC59): se ne è fatto tesoro.
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