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Stefano
Il problema del fare un esame in più non è insignificante, esistono fondi e tempo limitati e sarebbe impossibile e anche insensato andare dietro a qualsiasi teoria. E' giusto quindi che con cognizione di causa si prediliga l'attività di ricerca seria e sensata piuttosto che il "più ce n'è meglio è".
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Gli esami biomedici su mummie egiziane o anche altri reperti umani (come l'Uomo del Similaun) non vengono fatti per "fare sensazionalismo", ma per far luce sulla storia delle patologie umane. Questo non soltanto per puro esercizio accademico. Ad esempio le malattie infettive non sono sempre esistite ma si sono co-evolute con l'uomo.
Molte epidemie erano inesistenti durante il Paleolitico. Negli Europei esiste un carattere genetico che conferisce la resistenza all'AIDS (apparentemente una malattia moderna), inesistente negli altri popoli. Mi sembrano argomenti piu' che degni di studio.
Gli esami sulle mummie egizie hanno recentemente messo in luce il fatto che nell'Antico Egitto l'incidenza e la tipologia dei tumori erano paragonabili a quelli moderni. Mi sembra un risultato molto interessante (basti pensare a quante corbellerie scrivono i giornali sull'argomento) che va ben aldila' dell'egittologia.
In genere, questi studi vengono finanaziati con fondi indipendenti, quindi non credo che una TAC su una mummia sottragga fondi allo storico dell'arte egizia
L'importante e' che vengano fatti seriamente da persone qualificate, ma questo vale in tutte le discipline, compresa ovviamente anche l'archeologia.
Buona Pasqua a tutti
Mario