Quote:
dceg
L'atteggiamento degli anziani nei confronti degli animali non mi stupisce troppo. Un tempo, in particolare nella società agricola, il rapporto era improntato più sull'utilità dell'animale che su di un rapporto affettivo in cui provabilmente conta anche una certa umanizzazione dell'animale, e in cui talora si manifesta la tendenza a proiettare su di esso propri contenuti. Quindi tragico che si ammali la mucca, perché rappresenta un capitale, ma il ciuco viene picchiato senza pietá se non svolge il suo lavoro come il padrone ritiene giusto, e il cane che disturba vien preso a sassate. (A proposito ho ancora viva, anche se son passati quaranta anni, l'immagine di un gesuita, insigne dantista da milti anni scomparso, che prendeva a sassate una coppia di cani che facevan quello che lui, in base ai voti fatti, non poteva permettersi  , ma che la loro natura dettava di fare). Certo le martellate ai pulcini sono un caso estremo, e quindi la reazione diversa.
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Beh, il ciuco è vero che veniva picchiato, ma, come hai detto tu, quando non voleva lavorare, sebbene sia ingiusto anche quello. Tuttavia pochi dei vecchi contadini avrebbero mai picchiato il ciuco solo per divertimento o perché la luna gli girava storta. Per quanto riguarda il gesuita, certamente non aveva preso la vocazione perché chiamato dal Signore, ma probabilmente solo per comodo, come molti altri del resto in passato (e non solo in passato, ma oggi devo dire che con il maggior benessere è più difficile che si facciano certi tipi di rinunce, almeno tra le nuove generazioni).