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leda
Sai che questo mi sorprende? Perché io ho sempre creduto che fossero soprattutto gli anziani quelli più rispettosi degli animali, specie nei piccoli paesi.
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Mi sembra adatta questa frase del Cavalli-Sforza per descrivere la situazione:
"sembra che non ci siano poveri così poveri che non possano ricavare qualche sodisfazione nel prendersi la rivincita su quelli ancora più poveri di loro"
La società contadina di un secolo fa, nei piccoli paesi di montagna, come è il mio, prevedeva qualche famiglia importante e il resto della pooplazione più o meno subordinata e/o in senso moderno schiavizzata.... In una tale situazione l'unica cosa che conta è l'utile e se un qualsiasi animale non risulta immediatamente utile viene eliminato, così per restare in tema il cane che si mangia la gallina o la pecora che sorveglia, viene eliminato . In alcuni casi è una questione di sopravvivenza, sebbene comunque non ritengo simili atti giustificabili. Fatto sta che, oggi giorno che lo spettro della povertà reale pare allontanato esso continua ad agire virtualmente manifestandosi in una povertà di spirito veramente notevole. Certo ovviamente questa è una generalizzazione ma incontro ancora molte persone, soprattutto anziani, che non concepiscano ad esempio che io "mantenga" un cane vecchio che per loro non è più utile ad alcunchè.... vagli a spiegare che quando è venuto da me già aveva la sua età.....