Anche se non rispondo alla domanda specifica, riprendo il tema generale. Lo studio dei crani, avendo perso di importanza per quanto riguarda le classificazione etniche( sebbene esistano popolazioni antiche solo dolicocefale o solo brachicefale, e questo avrà anche il suo significato, seppure magari non etnico) è importantissimo da molti punti di vista. é il cranio che può darci informazioni sul cervello dell'uomo fossile, sul sesso dell'individuo cui apparteneva, sullo stile di vita attraverso i denti, a volte su alcune pratiche culturali( trapanazione del cranio).
Come dice Mario l'indice cefalico non influenza le capacità cognitive, ma domandavo se ciò non valesse solo entro un certo range... ad esempio entro i 1300 e i 1600 cc che sono quelli degli uomini di tipo moderno( sapiens e neanderthal) non è che vi siano grossissime differenze( la questione dei neandertaliani è ancora aperta, ma tuttavia è ben probabile che le apparenti maggiori capacità cognitive di homo sapiens derivino da fattori culturali oltrechè ambientali)..... Però se prendiamo un cervello di 900 cc forse qualche minima differenza vi è....cioè quella che separa gli ominidi arcaici da quelli più moderni ( del resto in letteratura quando si descrivono i vari ominidi è d'obbligo l'indicazione della capacità cerebrale, ma si sorvola su altre caratteristiche come le circonvoluzioni o che so la forma stessa del cervello) Credo che comunque bisognerà sempre considerare più fattori rispetto alle capacità cognitive e non solo i cc.....
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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