è vero karl, col vecchio ordinamento i primi anni erano molto pesanti, soprattutto se avevi i lettorati di lingua (ma gli iscritti da istituti tecnici erano molto pochi!). Avevi comunque la possibilità di organizzare meglio lo studio: partivi a febbraio con lo studio di un fondamentale pesante per il preappello, poi davi un complementare in 10 giorni, poi di nuovo uno pesante, e via dicendo, così entro febbraio-marzo avevi finito. E si poteva: io mi sono laureata 4 mesi fuori corso, con tutti gli esami giusti, di cui 2 Erasmus convalidati a Londra, e 18 mesi circa di lavoro alla tesi.
C'è un altro problema, importante secondo me, legato sempre alla riforma universitaria: l'idoneità all'insegnamento.
Ai miei tempi c'era il cd. piano di studi istituzionale che ti permetteva di inserirti subito nelle graduatorie di supplenza e accedere poi ai concorsi. Addirittura io avrei potuto insegnare storia e filosofia

, cosa che mi sono ben guardata dal fare!!
Si era liberi di non seguire questo piano di studi, ma se non lo si seguiva ci si pregiudicava da soli una possibilità di lavoro importante per un laureato in materie umanistiche-letterarie ecc. Ora invece ci vuole la specializzazione all'insegnamento, che in molti casi è durissima (oltre ad essere costosa come tutte le specializzazioni), ti dà una preparazione solida ma assolutamente teorica, e di questo si lamentano le stesse specializzande quando vengono a fare tirocinio.
Con Janez: non è vero che l'istruzione elementare è caduta in basso, in fondo è ancora a livelli di eccellenza in Europa. Certo il calo ci sarà, sia legato alla riforma Moratti, sia ad un altro fattore, che è l'INCIDENZA sempre più forte del FENOMENO IMMIGRAZIONE. La getione di questi piccoli, teneri casi (umani prima ancora che didattici) richiede una competenza che noi docenti non abbiamo, e soprattutto di RISORSE, che i nostri beneamati governi vanno drasticamente riducendo di anno in anno.
Rispetto all'anno scorso, la mia scuola (circa 640 alunni) quest'anno ha avuto quasi 15mila euro in meno, con cui menare avanti la baracca (in senso proprio: l'anno prossimo avremo una classe in più e non abbiamo più aule, già adesso in certi giorni c'è un simpatico via vai nei corridoi di docenti in completamento cattedra che si incrociano con gli psicologi, gli insegnanti di sostegno, i mediatori culturali, i facilitatori linguistici, ognuno col suo drappello di ragazzini).
E quindi si torna al nodo fatale: siccome non si uò avere la botte piena e la moglie ubriaca, dove aumenta la complessità degli scenari e si abbattono le risorse umane e finanziarie, la qualità decade.
Anna
ps scusate se ho virato sul discorso scuola, ma oggi, dopo aver impiegato 20 minuti a convincere un ragazzino albanese che se una rotella di liquirizia cosata 0.35 euro e io ne voglio cpmprare 2, per sapere quanto pago devo moltiplicare 0,35x2;
mi sono sentita svilita e impotente anch'io. Anche perché da questa settimana ho in terza una ragazza egiziana che non spiaccica una parola e passa le ore con la testa sul banco, a volte anche a piangere.
