Quote:
Mario_A
Mi sembrano dei principi giuridici alquanto spinosi...
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Alcuni anni or sono la rivista tedesca "Antike Welt" che volge un lavoro di divulgazione su temi archeologici a livelo elevato (con articoli spesso "noiosi", come si dicava in un altro post), ha pubblicato un articolo in cui si sosteneva, certo non troppo seriamente, che il legittimo proprietario del "Tesoro di Priamo", conteso tra i tedeschi che lo avevano avutodagli scavi di Schliemann e i russi, che lo detengono come bottino di guerra, fosse il papa. L'argomentazione era che l'erede di Priamo di cui fosse noto il destino era Enea, che era giunto in Lazio, dove suo figlio aveva fondato Alba Longa, alla cui amministrazione erano quindi passati i diritti di proprietà essendosi estinta la stirpe degli eneidi. La località di Alba Longa è quella oggi nota come Castel Gandolfo che appartiene al Vaticano il cui sovrano assoluto è appunto il papa, successore di diritto dei precedenti proprietari. Ergo...
Il principio che
provenienza sia equivalente
a possesso è quanto meno dubbio, si basa su ipotesi in genere non verificabili.