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astracedi
Non vorrei dire castronerie (se c'è un qualche antropologo che ne sa più di me è benvenuto) ma credo che la craniometria non sia stata affatto abbandonata dall'antropologia moderna, anche se sicuramente ha meno importanza e ben diverso significato rispetto a 60 anni fa
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Credo che il mio intervento sia stato alquanto frainteso. Io non ho mai affermato che la craniometria sia una scienza morta. Semplicemente la mia voleva essere una nota di cautela per Wanax per meglio indirizzarlo nella sua ricerca, chiaramente focalizzata sulla craniometria dell'uomo moderno, specialmente europeo. In questo contesto volevo avvertirlo del fatto che le misure craniche (non solamente l'indice cefalico, ma tutte quelle denominate cranio-facciali) hanno abbastanza perso il significato che avevano nella prima parte del XX secolo.
Non credo che questo sia cosi' ovvio in quanto recentemente ho letto un testo di archeologia di argomento protostorico mediterraneo, scritto da un archeologo italiano solamente 3 anni fa, in cui (parlando di resti scheletrici dell'eta' del bronzo in cui ipotizzava una composizione etnica differente) c'erano concetti come: "crani brachicefali, probabile origine
Indoeuropea, e crani dolicocefali, quindi di
razza mediterranea"!
Attualmente nell'antropologia fisica moderna e' ancora aperto il dibattito su quanto le misure cranio-facciali siano dovute a fattori genetici rispetto ai fattori plastici. Su questo aspetto della questione un interessante commento dell'autorevole antropologo Ralph Holloway della Columbia University:
http://www.pubmedcentral.nih.gov/pic...7&blobtype=pdf
Mario