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dceg
Non so proprio quanto resterà della nostra civiltà. Una semplice tavoletta d'argilla si manitiene inalterata per 4000 anni almeno, una pietra incisa ancor più a lungo. La ceramica è pressoché indistruttibile. La carta deperisce relativamente lentamente, ma in particolare quella tra l' otto e il novecento si sta già decomponendo. Un CD dura forse trent'anni, e può venir letto solo se ci sono gli strumenti adatti. Chi di voi riesce a leggere un floppy disc, quelli con la custodia di cartone? I metalli si corrodono. E poi si è perso l'uso dei corredi funebri, che sono una delle maggiori fonti di informazioni. Anche la plastica non è, per fortuna, eterna. Quindi temo che della nostra civiltà tra 2000 anni ci sarà poco.
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Non solo, ma per esempio non ci saranno stratigrafie da studiare (nelle abitazioni per esempio, nell'antichità i pavimenti di terra battuta conservavano le tracce delle generazioni che vi passavano, oggi tra piastrelle, parquet e simili non lasciamo alcuna traccia del nostro passaggio nelle nostre case..), non parliamo poi delle strade, tutte asfaltate, che non permettono di conservare neppure un tappo di bottiglia...
e poi è vero quello che dici, la tecnologia evolve e viene "dimenticata" ad una velocità paurosa... i floppy di cui parli si possono ancora leggere perchè ci sono degli appassionati che conservano ancora dei vecchi modelli di computer, ma pasterebbe, chessò, 50 anni di disinteresse totale per la tecnologia passata per rendere del tutto incomprensibili i dati della nostra civiltà, e difficilmente si potrebbe sperare in una decifrazione successiva: se una lingua antica bene o male si può arrivare a "decrittarla", leggere il codice binario di un cd senza conoscerne l'algoritmo è praticamente impossibile.
Del resto, secondo me bisogna tenere conosto di un'altro aspetto: l'archeologia così come la conosciamo oggi è la diretta conseguenza del desiderio occidentale di riscoprire un passato perduto, però non è detto che l'occidente, e i suoi valori culturali, perdurino in eterno come i dominanti a livello globale.. Anzi, osservando l'evoluzione degli ultimi decenni a me sembra che il centro del mondo di stia spostando sempre più verso l'asia centrale e il golfo persico, tra cina, india e mediooriente (dove del resto è stato fino al 1500-1600), e la visione che queste culture (sopratutto india e cina) hanno del passato è profondamente diversa dalla nostra, soprattutto per il semplice fatto, soprattutto per cina ed india, che là non vi è mai stata una vera "rottura" (non paragonabile comunque a quelle avvenute in europa comunque) e un vero "bisogno" di recuperare il passato (gli indiani non hanno bisogno di studiare i loro culti di 2000 anni fa perchè sono uguali a quelli di oggi, i cinesi non hanno bisogno dell'archeologia per studiare la loro storia, visto che hanno decine, centinaia di cronache scritte).
Certo, potremmo sempre sperare che i cinesi del futuro possano provare un senso di esotismo avventurandosi nelle rovine delle nostre città e possano quindi desiderare di "riscoprire" il nostro passato", però tra lediscariche, i rottami e gli obrobriosi edifici in cemento che caratterizzano sempre più i nostri paesaggi, ho i miei dubbi...