Ciao ragazze volevo raccontarvi la mia esperienza, io ho scavato tre anni fa a Bilbilis un municipio romano vicino alla città di Calatayud con l'università di Saragoza. Proprio come voi mi sono trovata molto bene a livello umano con ragazzi e ragazze spagnole molto ospitali e gentilissimi. Mi è sembrato di capire che in Spagna possono contare su molti fondi per gli scavi e l'archeologia in genere, ogni ragazzo che studia all'università cerca di seguire un prof in particolare durante gli anni di studio così si ritrova dopo i primi 3 anni di studio a diventare responsabile di saggio. In parte ciò mi sembra giustissimo e sacro santo perché è giusto dare avviare i ragazzi a queste responsabilità (noi bene o male ci ritroviamo ad essere quasi sempre degli operai più o meno spoecializzati...). Però....ecco direi che c'è anche l'altra faccia della medaglia, e porrei l'attenzione sulla metodologia di scavo (mi pare che avevo raccontanto questa esperienza in un'altra discussione, quindi mi scuso se mi ripeterò), mi è capitato durante lo scavo di un non meglio identificato saggio di 1 metro per 70 centimetri, di dover scavare a mò di trincea di arrivare alla roccia vergine e poi lasciare perdere tutto, non si è fatta una scheda, o altrao tipo di documentazione... La cosa mi ha lasciato un pò sbigottita, il responsabile, un ragazzo di 23 anni mi ha risposto che non c'era stratigrafia perchè: "Es todo revuelto"

.... Inoltre il prof. mi ha chiesto in maniera molto sarcastica se noi italiani eravamo ancora così fissati con lo scavo stratigrafico.... Bhè insomma che dire "dulcis in fundo" un giorno hanno trovato una moneta proprio sopra il mucchio di terra scavata, per cui ormai fuori contesto

... Allora mi chiedo sono io che sono capitata così male oppure è la metodologia comune in Spagna :-k ?!? Spero proprio di no...