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Vecchio 08-April-2008
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massinissa massinissa Non in Linea
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Io invece ho proprio questa sensazione -in generale, poi eccezioni ce ne sono pure- che la principale preoccupazione delle nostre Università negli ultimi dieci anni sia stata quella di tenere rigorosamente basso il livello di preparazione dei laureati, allo scopo di reiterare all'infinito ulteriori corsi di master e quant'altro (con lucro e buone statistiche per l'Università stessa), nonché allo scopo di scoraggiare l'emersione a livelli di eccellenza scientifica di personalità nuove, specie se giovanissime.

Non ho dubbi su questo: il marcio dell'Archeologia Italiana sta nelle Università (non negli scalcagnati apparati del Ministero BBCC).

Sul fatto che non ci siano figure giovani emergenti, posso essere d'accordo. Di molti ragazzi conosciuti e laureati prima di me, nessuno per ora, sta facendo passi in questo senso, nè sta portando ventate di nuova energia nell'insegnamento o nella ricerca. Per quanto riguarda il livello di preparazione io farei un distinguo: i laureati di Vecchio Ordinamento ( e credo di essere l'ultimo che si sta laureando con esso!!!), hanno un livello più profondo di conoscenze e forse anche di competenze, rispetto a quelli di Nuovo Ordinamento che hanno visto ridursi drasticamente i programmi d'esame.
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