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Litmanen
Per quanto riguarda il tuo tentativo di indicare più numerose = scambio con Punt credo ci sia un piccolo problema di base. Le merci più numerose non è detto che siano le più importanti (anzi) e, se si arrivava fino a Punt, credo che invece le merci di Punt debbano essere quelle più rare e preziose.
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no ma infatti ho detto in base al rapporto "quantità-valore", non solo quantità.
Del resto sono d'accordo che sia difficile valutare il valore di una merce, però penso che non sia impossibile arrivare a stilare per lo meno una "classifica" (non ovviamente il prezzo esatto), sia con quello che ci dicono gli egizi stessi (per esempio sappiamo che incenso e mirra`erano preziosissimi) sia facendo paragoni con altre culture antiche (che prezzo davano i greci a questi prodotti? o i nabatei?) o anche a livello etnologico con culture moderne (nelle tribu che oggi abitano in sudan-etiopia, qual'è il valore dato a questi prodotti?)
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Litmanen
E' vero che molto probabilmente sono stati raffigurate tutte le merci del viaggio, ma è anche vero che la raffigurazione del viaggio a Punt occupa un posto predominante nel Tempio di Hatshepsut e credo che la Regina abbia posto molta attenzione a ciò che in esso veniva scolpito.
Non credo che le merci disegnate sui muri dei templi siano state scelte dagli artisti, sarebbe stato una commissione fatta in modo troppo "frivolo" per l'importanza che Hatshepsut da all'evento.
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si sono d'accordo.
presupponendo la presenza di registri di bordo, che indicassero chiaramente la provenienza di ogni prodotto, molto probabilmente sarebbe stato possibile distinguere le merci propriamente "puntite" dalle eventuali merci raccolte durante il viaggio
Quello che però mi domando è se hashepsut possa veramente aver sentito il bisogno di distinguerle nelle raffigurazioni.
Mi viene da fare un parallelo con le grandi esplorazioni, per esempio i portogesi sulla scia di de gama: certo il loro obiettivo erano le spezie indiane,però se durante il viaggio capitava di trovare dell'avorio in africa, non penso che una volta tornati i re portogesi lo avrebbero ignorato perchè non propriamente indiano, anzi, sarebbe stato aggiunto, e sfoggiato, nelle liste delle ricchezze trovate nella spedizione.
E lo stesso discorso si può fare con le americhe, non penso che quando si trattava di mostrare le ricchezze trovate al re, si stava a distinguere nel dettaglio tra proveniente dal messico,da taiti o piuttosto dai carabi, molto probabilmente erano presentate tutte assieme (l'oro azteco accanto al nativo dei caraibi) come frutto del viaggio nel "nuovo mondo".
in fondo, in tutti questi casi si tratta più di propaganda che di storia od etnografia,e dunque omettere dei dettagli (eventuali tappe intermedie) o "mescolare un po' le carte" (senza distinguere la provenienza esatta delle merci mi sembra un po' parte del gioco...
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Litmanen
Ciò, e ho pensato anche a questo, potrebbe avvalorare entrabbe le ipotesi: sia quella di una Punt intesa come una serie di luoghi tra loro abbastanza vicini con merci abbastanza diversificate, oppure una Punt, nel caso in cui Hatshepsut o il suo collaboratore abbiano deciso di far raffigurare solo le merci di Punt stessa, centro commerciale ad ampio raggio tra la costa Sudarabica del Mar Rosso, l'Egitto e Costa Africana.
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si anche qui sono d'accordo con te, e devo dire che trovo particolarmente interessante l'idea di un "centro commerciale ad ampio raggio".
In effetti, sul filo del paragone con le esplorazioni europee, mi viene da domandarmi se in fondo Punt non potesse essere qualcosa tipo le cosiddette Indie orientali del XVI sec (india,sri lanka,indonesia, indocina...), cioè una regione più o meno vasta, da cui proveniva un certo tipo di prodotti e che a dipendenza del punto di arrivo della spedizione poteva essere, nel caso egizio, a volte un regno in etiopia, a volte uno in arabia, a volte più luoghi contemporaneamente...
Tra l'altro bisogna tenere conto (e questo è un altro punto che secondo me gioca a favore della presenza di soste durante il viaggio, in cui possono essere avvenuti degli scambi "secondari") che per navigare sotto costa nel mar rosso, con navi con un pescaggio relativamente grande,essendo navi da carico, è per lo meno assai consigliato avere delle quide locali che conoscano bene scogli, coralli e secche.
Considerando però che queste guide non erano certo le stesse tra la spedizione a punt di un faraone e quella di un altro, non è da escludere che il "paese di punt" a cui guidavano gli egizi potesse cambiare di volta in volta.
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Litmanen
In aggiunta anche io ho pensato tra ieri e stanotte.
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eh.. io ci ho pensato stamattina durante il corso di mitologia egizia..
comunque è una discussione interessante che sarebbe bello approfondire...
appena ho un attimo di tempo vado a cercare la publicazione delle raffigurazioni e controllo cosa dice di preciso il testo.
Per ora..grazie per il piacevole scambio di idee :-)