Diciamo che le prime avvisaglie della nuova "svolta" che il governo ha intenzione di imprimere alla nostra storia nazionale si sono già notate durante le commemorazioni del 25 aprile. Il nostro futuro primo ministro ha incentrato il suo discorso sulla possibilità di "giustificare" i giovani di Salò, dimenticando però di spendere almeno qualche parola su chi la resistenza l'ha vissuta sulle proprie spalle, sacrificando la propria gioventù e spesso la propria vita. Non sono stupita che un pregiudicato (tra l'altro anche per associazione mafiosa) come Dell'Ultri non riconosca i valori della resistenza. E' improbabile del resto che un tale individuo, con un storia personale ricca di ombre e da sempre legata ai poteri forti, possa comprendere chi ha dato la vita per la libertà, rifiutando di piegarsi alla logica di omologazione fascista. La resistenza è un momento della nostra storia nazionale che andrebbe rivalutato e analizzato forse meglio di quanto si è fatto sino ad ora. In giorni come questi in cui si cerca di alzare la testa contro i nuovi poteri forti, rappresentati per esempio dalle mafie, l'esempio di eroi come i partigiani non potrebbe che giovare a molti giovani ormai tutti Maria De Filippi e chirurgia estetica. Ah, dimenticavo, a questo punto se lo stalliere Mangano venisse considerato un eroe forse Dell'Utri potrebbe anche aspirare al prossimo papato... Ormai non mi stupisco più di nulla!
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