Si sa che la Grande Piramide fu chiusa introducendo dalla Grande Galleria almeno tre grandi blocchi di granito che si fermarono, nel punto d’inserimento del condotto ascendente nel condotto discendente, grazie a una riduzione della sezione. La faccia del primo tappo di granito fu nascosta alla vista con la sistemazione di una lastra di calcare, simile a quelle usate per il canale discendente.
Sembra dunque che il canale discendente sia rimasto libero e non bloccato da tappi di chiusura.
E’ ipotizzabile che l’ingresso alla piramide sia stato chiuso con una pietra basculante e che, pertanto i sacerdoti potessero di tanto in tanto rientrare nella piramide e con una certa difficoltà risalire fino alla Camera del Re. Era però necessario tenere nel pozzo tra Grande Galleria e canale discendente una scala di corda e legno.
E’ dunque possibile che questa via d’ingresso sia stata scoperta anche dai ladri e che sia stata usata per asportare qualche oggetto eventualmente lasciato all’interno.
La seconda protezione sita nell’anticamera della Camera del Re non sarebbe stata un ostacolo insormontabile. Il passaggio si sarebbe sentito battendo sulle lastre di calcare e una volta tolta la prima lastra il passaggio sarebbe stato aperto sollevando verticalmente le lastre di granito.
La leggenda dice che Al-Mamun avrebbe aperto un camminamento partendo dalla linea mediana della parete nord a una altezza indeterminata e casualmente di poco più bassa rispetto all’altezza dell’ingresso reale.
Durante le operazioni di scavo della galleria egli avrebbe sentito il rumore provocato dalla caduta della lastra di calcare che nascondeva i tappi di granito.
La mancanza del coperchio e le condizioni dell’angolo sud-est del sarcofago fanno ritenere che si sia usata una leva metallica per far saltare il coperchio e che questo sia stato asportato via come unico ricordo dell’esplorazione.
Alla luce di quanto detto sembra molto probabile che le cose non siano andate come la leggenda farebbe immaginare e come viene sostenuto dalla maggior parte degli Egittologi.
E’ possibile cioè che Al-Mamun sia penetrato nelle camere superiori entrando semplicemente dall’ingresso e sia risalito alla Grande Galleria tramite il pozzo di servizio. Una volta scoperto che all’interno non c’era più niente, abbia deciso di portar via per ricordo il solo coperchio del sarcofago. Questo sarebbe passato dall’anticamera, ma non sarebbe stato possibile farlo scendere dal pozzo. Fu deciso allora di aggirare i tappi di granito presenti nel canale ascendente scavando una galleria nel più tenero calcare circostante. Fu forse fatto un tentativo per penetrare nel canale discendente, ma si dovette realizzare che comunque al coperchio del sarcofago non si sarebbe potuto far fare una curva stretta a 90°. Fu quindi deciso lo scavo di una galleria rettilinea verso la parete nord, quella che oggi viene usata come via d’ingresso.
In merito al fatto che la piramide abbia costituito la sepoltura di Khufu, io la ritengo una ipotesi non vera. Ritengo invece che la piramide sia stato il tempio in cui fu celebrata la complessa cerimonia funebre, cerimonia che dovette svolgersi nelle varie camere e nella Grande Galleria.
La mummia di Khufu sarebbe stata invece inumata al di fuori della piramide, in un’isola circondata dalle acque del Nilo, a imitazione dell’ideale sepoltura di Osiride (vedi Erodoto).
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