Visualizza messaggio singolo
  #1 (permalink)  
Vecchio 29-April-2008
L'avatar di  Aquamarina
Aquamarina Aquamarina ora è in linea
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2006
Messaggi: 1,563
Predefinito Il lavoro dell'archeologo in teoria e in pratica

Ciao a tutti. Stasera propongo un argomento credo un pò spinoso, ma alla fin fine vitale per il mondo archeologico, la ricerca la divulgazione e la fruizione "universale" dei risultati del nostro lavoro.
Forse sono io a non aver capito bene o ad essere ancora troppo nella teoria .
In teoria il lavoro dell'archeologo consiste nel condurre una scavo stratigrafico ,documentarlo, studiare il materiale ,le strutture e quant'altro e pubblicare i risultati di tali studi , ognuno con la sua particolare specializzazione e/o nel caso il sito sia importante partecipare alla realizzazione di opere relative alla fruizione del sito stesso. Tutto questo l'archeologo può farlo da solo,o se il sito è esteso in collaborazione con altri, ognuno responsabile per una data area in fase di scavo, oppure responsabile di un dato settore di ricerca, secondo la sua specializzazione, in fase di studio.
Da quello che ho capito , in pratica, oggi come oggi , si può arrivare a condurre uno scavo in due , al limite tre modi: attraverso le università, attraverso collaborazioni esterne dirette con le soprintendenze, attraverso le cooperative. Se nel primo caso si ha una vaga speranza di seguire il lavoro dall'inizio alla fine, negli altri due molto spesso la fase di studio e pubblicazione viene separata e demandata ad altri. Teoricamente non ci sarebbe nulla di male: mi posso trovare a scavare evidenze riferibili ad un periodo di cui non sono specialista, e se con una metodologia ferrea( ma non i in tutti i casi : è sempre bene avere comunque in cantiere uno specialista secondo me)posso scavare quasi qualunque cosa, altrettanto non si può dire della fase di studio che diventerebbe oltremodo complicata(anche se si potrebbe comunque fare ,con collaborazioni e buona volontà). Praticamente, quand'anche mi interessasse ciò che scavo perchè guardacaso coincide con il periodo in cui sono specialista, se la direzione dello scavo mi è stata affidata da un funzionario di sovrintendenza ,un sovrintendente o una cooperativa, se riuscirò a portare il mio lavoro fino in fondo e a studiare il materiale dovrò aspettare i tempi infiniti dei sovrintendenti che non solo dipendono da cause di forza maggiore ma anche da assurdi giochi di potere/prestigio che di fatto impediscono la divulgazione in tempi ragionevoli di ciò che in teoria una volta scavato già pubblico è.....
Io non dico che per forza uno debba fare tutto il lavoro lui, anzi , ma mi sento raccontare di cooperative che una volta che tu hai scavato pretendono la tua documentazione ,poi se la guardano, magari si ripassano i rilievi a china o al Cad(perchè non hanno voluto che tu lo facessi) e la presentano al funzionario.... se la presentano.....di funzionari che aspettano a pubblicare perchè devono giocarsi le carte al momento giusto.... che chissà quando arriva e può non arrivare mai.... di studiosi che elaborano nuove teorie a partire da scavi accurati corredati da documentazioni e relazioni eccellenti( perchè i poveri illusi si illudevano di poter continuare il loro lavora anche oltre il cantiere), condotti da persone che non menzionano neanche nei ringraziamenti, nè invitano a collaborare....
Questo è quello che mi sento raccontare e spero tanto che vi siano esperienze diverse..... di fatto ormai i laureati e specializzati in a rcheologia cominciano ad essere molti mentre il loro lavoro resta nell'ombra più nera percepito dai più come inutile alla società. l'entrata reale in società dell'archeologia è ancora da venire , perchè davanti alla ricerca e soprattutto alla divulgazione della ricerca,si mette l'interesse personale di persone dall'ego smisurato.... Ecco perchè in Italia molti piccoli siti ,anche facili da pubblicare e magari comunque ricchi di ritrovamenti importanti dopo essere stati distrutti con uno scavo archeologico vengono letteralmente dimenticati, risepolti dentro le sovrintendenze o i musei.....mentre in altri paesi come la Francia( che è un esempio che conosco meglio) a neanche un anno dalla scoperta esce la pubblicazione relativa a un ritrovamento eccezionale come grotta Chauvet, publicazione che è il racconto della scoperta stessa, da parte degli stessi scopritori non archeologi con le foto fatte da loro e l'appendice curata da un famoso archeologo, che inquadra la scoperta più scientificamente e illustra i risultati delle indagini preliminari. Questa pubblicazione viene inoltre aggiornata ogni anno col procedere degli scavi con i contributi di tutti coloro che partecipano al progetto sotto la direzione ovviamente del suddetto archeologo famoso.
Il risultato di un simile modo di fare è apprezzabile da più punti di vista, gratifica tutti a partire dagli scopritori stessi ,senza sminuire nessuno, dà possibilità di conoscenza a tutti studiosi e non e non teme di esporsi per paura di critiche (come spesso avviene da noi.....) e insomma partecipa alla divulgazione dell'archeologia e all'interazione tra archeologi e resto della società..... Mi chiedo perchè in italia ciò non sia possibile..... Perchè uno a cui alla fin fine viene data licenza di distruggere un sito anche se lo fa scientificamente non viene poi data neanche la licenza di essere menzionato come esecutore dello scavo, quindi base per tutti gli ulteriori e successivi studi relativi.... e mi spiego così perchè l'archeologia è in italia completamente distaccata dal resto della società e perchè la nostra professione è così poco tenuta in considerazione, mi spiego anche perchè molte persone, dopo una decina di anni di lavoro nell'archeologia se trovano di meglio o se decidono di metter su famiglia si danno ad altro.....senza poter effettivamente raccogliere i frutti di una passione che sarebbe bello se fosse per tutti e non solo per alcuni, lavoro con la L......
infine mi speigo perchè l'unica fase del nostro lavoro che è pagata è quella di cantiere...........perchè se la pubblicazione è cura delle sovrintendenze( on le università va un pochino meglio) campa cavallo che l'erba cresce, alla faccia di qualsiasi tipo di trasparenza( legale, ma soprattotto mentale ed etica)!

Scusatemi per lo sfogo ma sentire certe cose mi fa veramente arrabiare....
__________________
Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
Rispondi Citando