Riporto al riguardo quanto scrive la Noblecourt nel suo bel “La Regina misteriosa”:
«(…) Astronomi esperti hanno arguito che Marte non era visibile nella notte rappresentata da Senenmut. Christian Leitz,21 dopo precise osservazioni ha constatato che l’ascensione retta di Giove era situata fra il 73° e il 95° grado, e sapendo che l’epoca nella quale visse Senenmut era collocata fra l’anno 1505 e l’anno 1455 prima della nostra era, è arrivato a stabilire l’anno preciso evocata da Senenmut nella sua tomba. Si tratta dell’unico periodo nel quale Giove conobbe un’ascensione retta fra il 73° e il 95° grado con Marte invisibile: l’anno 1463 a.C., corrispondente al XV anno di regno, all’inizio della stagione della semina (preparazione del giubileo reale).»
21. Ch. Leitz, Studien zur Ägyptischen Astronomie (ÄA 49), Harrasowitz, Wiesbaden 1989, pp. 35-48. L’osservazione sembra sia stata condotta nei paraggi di Menfi.
Commento:
In base allo scritto della Noblecourt ho effettuato un controllo con un programma stellare del cielo del Cairo. Ho verificato che per circa un’ora prima dell’alba erano visibile verso est Saturno, Venere e Mercurio e verso ovest Giove.
In particolare si ha:
Sole sorge 06:34 tramonta 17:00;
Mercurio sorge 05:10 tramonta 16:12;
Venere sorge 04:09 tramonta 15:27;
Marte sorge 07:02 tramonta 17:15;
Giove sorge 18:04 tramonta 08:00;
Saturno sorge 03:03 tramonta 14:47.
Marte sorge dopo il Sole e tramonta un quarto d’ora dopo, troppo poco per poter essere osservato.
Io nutro però qualche dubbio sull’esattezza della data proposta, in quanto la sequenza stellare sarebbe: Giove (Cancro), Saturno (Scorpione), Marte (Capricorno), Venere ( Sagittario) e Mercurio (Sagittario), con una inversione della posizione di Mercurio e Venere.
Esiste per altro la possibilità che Senmut abbia ricopiato le posizioni dei pianeti riferite a qualche importante anno precedente, per cui la ricerca astronomica andrebbe estesa, a mio parere, a un intervallo più grande.
Non sarebbe male poter disporre del testo di Leitz, per analizzare come l’autore argomenta il suo risultato.
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