Per quanto riguarda le piramidi,occorre distinguere se parliamo della Grande Piramide di Cheope (la più grande e precisa) o delle altre,dato che le tecniche costruttive variarono molto in base alle epoche.Nella III dinastia (Gioser) si usavano per il nucleo dei blocchi di calcare (estratto attorno al complesso funerario,in quello che è noto come Grande Fossato) di piccole dimensioni (più o meno quelle dei mattoni crudi) disposte in strati inclinati verso il centro per aumentare la stabilità della costruzione;il rivestimento esterno era di calcare bianco di Turah.Sui blocchi si notano le tracce di scalpelli e si assiste al passaggio degli strumenti di lavorazione di pietra a quelli di rame. Nella IV dinastia i blocchi,grazie alle aumentate conoscenze tecniche, diventano molto grandi,permettendo la costruzione di strutture mastodontiche e molto stabili. Queste piramidi sono fatte a strati (orizzontali),come le cipolle.All'interno ci sono quelli più grossolani,estratti a Gizah,a sud della piramide di Cheope (è un calcare grigiastro ricco di fossili (calcare nummulitico);nella cava si vedono ancora i segni di estrazione dei blocchi;fino a poco tempo fa si trovavano anche frammenti degli scalpelli usati per estrarli e le schegge di roccia tolte dai massi) Lo strato esterno,più prezioso,era di una roccia che quando veniva lucidata diventava bianca e brillante come la porcellana (calcare bianco di Turah,vd sotto).In mezzo,fra i due strati,sie ne trovava un altro dello stesso materiale di quello del rivestimento,ma di forma irregolare (è detto Backing stones,ndr),che serviva per far meglio aderire i blocchi del rivestimento,di forma trapezoidale.Essi venivano posizionati con la faccia esterna ancora da rifinire per evitare che durante la messa in opera si rovinassero, quindi venivano smussati tutti insieme per realizzare una superficie liscia).Micerino (Menkaura)morì quando l'operazione di sbozzatura dei blocchi di rivestimento non era stata ancora completata, sicchè per il suo funerale venne levigata solo la superficie circostante l'ingresso dell'appartamento funerario.Le facce della piramide venivano incurvate leggermente verso il centro per far meglio aderire i blocchi.Alcuni attrezzi di lavoro di legno,di selce e di rame ( il bronzo compare solo alla fine dell’Antico Regno), scoperti nel Complesso funerario di Gioser,ci hanno permesso di spiegare meglio i processi di lavorazione dei blocchi di pietra che venivano usati nella costruzione delle piramidi. Lo sgrossamento dei massi era fatto con martelli di dolerite (una pietra durissima) usati a piene mani o fissati ad un’impugnatura di legno. Seguiva l’impiego di asce o scalpelli di rame,sui quali si batteva con mazzuoli di legno silmili a quelli del Nuovo Regno conservati al Museo Egizio di Torino.Il rame nativo, ricco di impurità,veniva lavorato e battuto a freddo e quindi era più duro di quello prodotto oggi industrialmente.Lo scalpello di rame serviva per fendere i blocchi di calcare in cima e ai lati,il cuneo di rame ed il martello di legno per staccarli alla base. Esistevano anche dei trapani rudimentali ( come si vedono sulle pareti di alcune mastabe )formati da una punta di selce inserita su un’asta di legno fissata ad una forcella di legno,che veniva fatta girare con le mani.La punta veniva fatta girare su della sabbia quarzosa inumidita che funzionava da abrasivo, e permetteva di forare i blocchi di pietra. A Sakkara sono stati ritrovati dei massi di calcare con dei piccoli crateri in cui si inserivano perfettamente le punte di trapano in selce trovate lì vicino.Prima di venire spediti dalle cave al cantiere della piramide i blocchi subivano una sbozzatura e una sagomatura grossolana nella cava,quindi venivano inviati alla destinazione definitiva,dove sarebbero stati rifiniti e collocati nella posizione definitiva.I massi di dimensioni medie venivano caricati su delle slitte di legno e trascinati al fiume,dove sarebbero stati caricati sulle navi che li avrebbero portati via fiume al porto del complesso piramidale.I blocchi più grandi e le travi più lunghe( come quelle del soffitto della camera sepolcrale di Cheope-Khufu e gli obelischi),venivano posizionati sulle slitte e trascinati al fiume.Dopo essere stati caricati su una zattera veniva scavato sotto di essa un canale,che opportunatamente allagato,l'avrebbe sollevata,consentendone il trasporto.Lo scarico avveniva con la procedura inversa.A Turah, posta fra il Nilo ed un promontorio della catena arabica, si trovavano le più celebri cave di calcare dell’Antico Egitto,che fornivano un calcare bianco molto pregiato,dalla grana molto fine,detto "Pietra bianca".Le cave di Tura e Masara si estendono per 2-3 km ad est del Nilo, ai piedi della montagna. Muri e pilastri di roccia sostenevano il soffitto delle nicchie d’estrazione. I blocchi venivano staccati introducendo a grande profondità dei cunei di legno in una serie di fessure scavate lungo il contorno del blocco da staccare, finchè la dilatazione dei cunei,bagnati d’acqua,non li faceva staccare. Gli scalpellini scavavano seguendo gli strati di roccia di buona qualità,creando gallerie nelle pareti di calcare. Ad Assuan,invece,dove il granito affiorava,si operava a cielo aperto,come a Gizah. Il granito, molto duro,era difficile e faticoso da estrarre,perciò si scaldava la superficie della roccia con il fuoco e poi la si raffreddava versandovi sopra dell'acqua. Lo sbalzo termico fessurava la superficie del granito permettendo di togliere gli strati più esterni e scadenti.A questo punto bastava individuare le linee di frattura della roccia, inserirvi dei cunei di pietra vulcanica, battervi sopra con dei martelli di dolerite e il gioco era fatto.Dopo un po' il masso si staccava ed era pronto per venire caricato sulle chiatte.Nei casi più difficili si usava un trapano di rame a rotazione,reso più efficiente da una mistura d'acqua e di sabbia quarzifera.L'Egitto faraonico era povero di legno (meno però di adesso,perché il clima era più umido).Per accendere i fuochi usati per molare gli attrezzi di rame o cuocere la malta di gesso con cui venivano "legati" i blocchi dell piramidi si usava il legno d'acacia,che cresce molto in fretta;per le traversine su cui invece far scorrere i massi quello di palma,che essendo molto fibroso tratteneva bene l'acqua (e cresce velocemente),mentre dov'era richiesto quello più resistente si usavano le traversine delle navi che non si usavano più.Nei cantieri delle piramidi non si buttava vai nulla:le schegge della lavorazione dei blocchi venivano usate per lastricare i villaggi operai o per unire i blocchi del nucleo;le stoffe smesse stracciate e usate per gli stoppini delle lampade;i massi scheggiati ridotti in formati più piccoli o usati per fare altro;l'urina degli operai racciolta per sbiancare le stoffe,etc.Le piramidi successive, invece, furono costruite con materiali più scadenti ( a volte mattoni crudi o cassoni riempiti di sabbia o brecciame),rivestiti di calcare fine,e crearono,sicuramente, molti meno problemi delle sorelle più grandi (anche perché l'appartamento funerario era sotterraneo).
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