Ciao fraska, sono contenta del tuo intervento perchè credo che anche il problema da me sollevato sia essenzialmente di noi neolaureati ,specializzandi e specializzati, soprattutto perchè non abbiamo effettivamente idea di quale sia il nostro lavoro o se ce l'abbiamo in teoria poi ,appunto ,ci scontriamo con la pratica. Io sono al mio primo lavoro pagato: è un controllo dei lavori per l'installazione di aerogeneratori, e ,dopo mesi di terra vergine finalmente è uscito qualcosa in due punti, in uno è pressocchè moderno, in un altro invece rientra in campo propriamente archeologico(IV- III sec ac) .
Come ho fatto? Ho fatto all' inizio come te, ho mandato curriculum a destra e a manca e prima di tutto in sovrintendenza, poi per vie treverse di amici di amici mi è stato consigliato di parlare di persona col funzionario di zona e io l'ho fatto .... dopo alcuni mesi la collega con cui sto lavorando , che non conoscevo, mi ha chiamato per chiedermi se ero disponibile, e così mi è caduta la manna dal cielo...considera però che dove vivo adesso è una zona abbastanza spopolata....e ad ogni modo dopo la laurea è sempre bene specializzarsi( io quest'anno stesso ho superato il concorso per la scuola di specializzazione).....Tornando a bomba non credo che il problema sia tanto lavorare, almeno per gli scavi in un modo o nell'altro si riesce a fare qualcosina(anche da quello che mi dicono i colleghi di specilizzazione), praticamente il tecnico di cantiere, quello che mi chiedevo io è se questo lavoro da tecnico sia veramente il nostro lavoro, e perchè nesuno viene sfiorato dall'idea di pagare anche lo studio che necessariamente dovrebbe seguire al lavoro di cantiere....( questo succede in parte se uno fa un dottarato sul materiale di un determinato scavo ,ma quello non è propiamente lavoro, poichè èp considerato continuazione degli studi e dunque i soldi sono una borsa di studio)
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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