Scrivono Ian Lawton e Chris Ogilvie-Herald nel loro “Il Codice di Giza”, Capitolo 14, Il Pozzo dell’Acqua, pagg. 424- 433:
«Quando nel 1998 il dottor Zahi Hawass incominciò a rendere ufficiale la presenza di un nuovo sito di investigazione, all’inizio diede l’impressione di parlare di qualcosa di nuovo. In verità, come stiamo per vedere, non è proprio così.
[…] il Pozzo dell’Acqua venne scoperto e in parte perlustrato da Selim Hassan sin dai lontani anni Trenta. Purtroppo, malgrado l’accurata descrizione dei lunghi lavori svolti nel sito che lo stesso Hassan ci ha lasciato nel suo mastodontico resoconto “Excavation at Giza”, si è sempre trattato di un intervento negletto e alquanto trascurato. […]»
La notizia fu data in un articolo di Hamilton M. Wright nel gennaio 1935 su una rivista edita in Egitto e quindi ripresa sul Daily Telegraph il 4 marzo 1935 su un articolo intitolato: “Trovata una strada sotterranea sotto le Piramidi”.
Nel 1979 il pozzo fu visitato da Mark Lehner e fu reso di pubblico dominio grazie al documentario “Mysteries of the Pyramids” presentato da Omar Sharif.
Come si vede Hawass sbaglia ad arrogarsi la scoperta del Pozzo dell’Acqua. Egli al massimo può vantarsi di aver ipotizzato, da prima, che l’ultimo livello del Pozzo fosse la tomba di Cheope, quindi, che il sarcofago circondato dall’acqua potesse riferirsi all’antica sepoltura di Osiride.
Io ho indagato a lungo il significato del Pozzo dell’Acqua e sono giunto alla conclusione che il livello più interessante sia il secondo, dove sono state ricavate varie camere sepolcrali, nelle quali si trovano ancora alcuni sarcofagi.
Manca purtroppo una datazione precisa della realizzazione dei vari livelli, ma mi sembra ipotizzabile che essi siano stati realizzati in tre periodi differenti.
Ritengo ancora che asserire che il Pozzo dell’Acqua sia la Tomba di Osiride (ammesso che questa figura mitologica sia effettivamente esistita), solamente perché al terzo livello fu realizzata una sepoltura su di un’isola artificiale circondata dall’acqua del Nilo, sia quanto meno azzardato e riduttivo.
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