Quote:
lama su
Ciao CrazyTraveler
Allora… ecco le fonti
Cito da “Des steppes aux océans”, di A. Martinet (che è stato professore di linguistica, tra l’altro, alla Columbia University di New York e alla Sorbonne di Parigi), libro che nonostante non sia recentissimo (1986) è tutt’oggi uno dei libri base per chiunque voglia avvicinarsi in modo serio alla linguistica indoeuropea.
Cito in particolare il capitolo V, “Langues et groupes de langues indo-européens”, in cui sono presentate in sintesi la filogenesi e le caratteristiche fondamentali delle principali lingue indoeuropee. In particolare, riguardo all’albanese dice:
Riprendo i punti fondamentali, soprattutto per quelli che non parlano il francese
In effetti sono stato fin troppo “clemente” con l’albanese, ricordavo male, non è attestata dal medio evo ma solo dal XVI sec. Non si tratta di un ipotesi o di una cosa che si sta studiando, si tratta di un fatto: i testi più antichi scritti in albanese risalgono al XVI sec. Certo questo fatto non significa che la lingua sia stata parlata solo a partire dal XVI sec, però è un elemento che certamente non gioca a favore della sua antichità.
Ancora una volta sono stato troppo “clemente”, scusami, la memoria gioca degli scherzi ogni tanto..
Comunque, come vedi Martinet mostra che solo il 10% dei vocaboli è di origine indigena, il restante 90% è frutto di prestiti, in particolare dallo slavo, dal turco, dal greco e dal latino.
Quindi ripeto, prima di proporre un qualunque tipo di confronto con vocaboli presi dall’albanese, bisognerebbe accertarsi che questi vocaboli albanesi lo siano veramente (cosa probabile solo al 10%)…
Sul fatto che ci siano studiosi che lo pensano, sono d’accordo, sul fatto che siano la maggior parte, un po’ meno.. per lo meno per quanto riguarda i linguisti..
Per quanto riguarda le enciclopedie, il problema è che spesso per questo tipo di argomenti si rivolgono a ottimi linguisti, o a ottimi archeologi, ma raramente a ottimi linguisti e archeologi..
E questo è un argomento che è principalmente linguistico, non archeologico..
In effetti si, potrebbe venire anche dall’italiano “pelago” (che del resto viene ovviamente dal latino “pelagus”), soprattutto se si considera che sulle coste dalmate e di per sé in tutto l’adriatico erano presenti delle colonie veneziane, senza poi contare l’occupazione fascista dell’albania. Però tra un origine italiana ed un’origine latina, io tenderei a preferire quella latina, perché in latino la parola era decisamente di uso più comune che non in italiano, e dunque mi sembra che sia più probabile pensare a un prestito dal latino che non dall’italiano..
Sinceramente non vedo cosa ci sia di provocatorio nel riportare il punto di vista linguistico sulla questione.
Semplicemente, ritengo giusto fare una distinzione fra quella che è “fantalinguistica” o enigmistica, come la chiamo io (che tanti cavalcano..), e la linguistica vera..
Poi tu sei libero di credere in quello che vuoi, per carità, anche se secondo me l’archeologia non dovrebbe essere una questione di “credere” ma piuttosto di valutare e scegliere tra le teorie valide e da tenere in considerazione e quelle da scartare..
Spero di aver chiarito i tuoi dubbi
Ciao
Lama su
|
ciao lama su, il libro che proponi pare una risorsa attendibile, mi devo informare meglio su cosa dice questo docente all'università di sorbona, è sicuramente un libro valido.
tuttavia non credo si possa parlare di considerarlo un fatto come tu dici, scusa se io come fonti scelgo anche le enciclopedie ma le considero molto rilevanti in quanto prendono in considerazione molti aspetti e le varie ipotesi.
è noto che i "prestiti" ci siano stati da Latini, Greci, Turchi, e Slavi, ma su quale scala non è chiaro, di sicuro però il libro che proponi offre un importante spunto. Io sono del parere che queste parole "prestate" siano realmente vocaboli albanesi, tra le cose che me lo fanno ipotizzare ci sono le traduzioni che ho proposto nei link precedenti:
supponiamo che il 90% dei vocaboli albanesi siano parole prestate, a questo punto mi sorge spontanea questa domanda: come hanno fatto a tradurre iscrizioni pelasgiche con una lingua che ha prestiti da lingue che ancora si dovevano affermare in quel periodo?
1) o quelle traduzioni sono una serie di coincidenze e l'albanese realmente si sviluppa tardivo (90% delle probabilità prendendo come spunto il libro che proponi)
2) oppure quelle traduzioni non sono coincidenze, e queste lingue presero in prestito dall'albanese questi vocaboli (10% di probabilità come da te constatato)
(nota che le traduzioni proposte sul web sono una piccola parte delle iscrizioni presumibilmente tradotte con la lingua albanese)
però Lama, qual'e' secondo te la probabilità che quelle traduzioni siano coincidenze?
l'altro argomento è molto correlato:
per esempio ho notato che quì dice chiaramente che la sua origine è molto discussa., "
Its origins are much debated". (
Albanian Language - MSN Encarta)
è vero quello che dici, i primi documenti scritti ufficialmente in albanese si hanno nel 1462, ma ti voglio fare una domanda per mia curiosità, come si può provare a dire che sia attestata dal XVI secolo quando ancora non è stato risolto se proviene dall'illirico, traco, etc etc, con certezza oppure no?
non ti sembra azzardato?