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Vecchio 23-May-2008
astracedi astracedi Non in Linea
AI senatus
 
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CrazyTraveler, intendiamoci, quella della lingua etrusca è una questione che va compresa sotto molteplici aspetti: la naturale tendenza a vedere mistero e sensazionalismo anche dove ce n'è poco, scarsa attenzione all'evolversi della disciplina, e per ultimo, ma forse più importante la necessità di analizzare il problema in chiave di relativismo.

Per la prima c'è poco da fare. Per la seconda, credo sia bene guardare ad Internet con occhio critico, e con un po' di voglia di studiare l'argomento un po' più a fondo: a livello divulgativo (ma non troppo) consiglio "L'enigma svelato della Lingua Etrusca" di Giulio Facchetti (Newton & Compton). Nonostante la concessione "commerciale" al gusto sensazionalistico del titolo, è un buon compendio dell'attuale (2000) patrimonio epigrafico etrusco e del suo grado di traducibilità.

Per l'ultimo punto, rinnovo il consiglio a vedere l'etrusco nel più ampio contesto dei popoli italici (e non solo) e delle lingue dello stesso periodo. Ecco che l'etrusco è assai meno conosciuto (misterioso?) rispetto al greco, all'egizio, alle lingue mesopotamiche o al cinese. L'etrusco è però molto ben conosciuto rispetto a tutte le altre lingue italiche: queste sono davvero misteriose...
L'unico aspetto tutt'ora misterioso dell'etrusco è che è una lingua non indoeuropea circondata da lingue indoeropee, e che iscrizioni più o meno affini all'etrusco sono state trovate nell'Isola di Lemno (Turchia) e nel Retico (qui però la parentela è più lontana). Questo aspetto rappresenta ancora un intrigante "mistero" archeologico.
Il fatto che non tutte le parole etrusche siano facilmente traducibili è invece una questione fisilogica, che in altre lingue coeve assume caratteri ben peggiori.

P.S. Massimo Pallottino è stato forse il più celebre e importante etruscologo del 1900. Mario Pincherle (che tra l'altro ho personalmente conosciuto) è un fantarcheologo molto pieno di sé, e neanche tra i più interessanti.
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Marco Astracedi
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