Le piramidi "perdute" di Abu Rawash e Zawiyet el Aryan
Dal momento che si è recentemente avuto modo di trattare in più di un’occasione l’argomento delle grandi piramidi, ho ritenuto interessante aprire questo thread riguardo ad alcune piramidi “minori” dell’antico regno, molto spesso oggetto di scarsa attenzione anche a livello specialistico.
Di queste, due si trovano nel sito settentrionale di Abu Rawash, 12 Km a Nord di Giza, mentre una terza si situa a Zawiyet el Aryan, 3 Km a Sud di Giza.
Tra le piramidi di Abu Rawash la più nota e meglio investigata è la piramide e annesso complesso funerario di Djedefre, probabile successore di Cheope (Khufu). (cfr. M. Valloggia, « Au coeur d’une Piramide: Excavations a Abu Roash »). La piramide di Djedefre, oggetto di recenti lavori di scavo e di ripulitura, si presenta oggi come un basso monticciolo di pietra tagliata, con un profondo pozzo centrale accessibile mediante una rampa in pendenza che si apre sul fianco settentrionale della piramide. Nei pressi della piramide si trovano diffusi resti appartenenti a mastabe e sepolture della II e III dinastia, oltre ai resti di almeno una piramide satellite e fosse per le barche. Del tempio funerario, situato sul lato Est della piramide vera e propria, resta invece traccia delle sole fondazioni, probabilmente completato in mattoni crudi a seguito della morte prematura del sovrano. Una lunga rampa processionale, tra le più lunghe attestate per il complesso funerario di una piramide, scende dal tempio funerario verso il tempio della valle, la cui esistenza è presunta sulla base del diffuso reimpiego di materiale proveniente dal vicino complesso funerario, tra cui diversi pilastri in granito, presso un vicino monastero copto. La rampa corre per oltre 1700 metri in direzione Nord, contrastando con il tradizionale orientamento in direzione Est-Ovest dei complessi funerari della IV dinastia, e con lo stesso orientamento del tempio funerario, situato sul lato Est della piramide. L’intero complesso è inoltre circondato da un muro di cinta che si stima raggiungesse originariamente un elevato di 6 metri.
Proprio nei pressi del tempio funerario di Djedefre venne rinvenuta la bella testa di Djedefre attualmente conservata al Louvre, oltre a frammenti di una sfinge in granito rosso, la prima scultura di questo tipo attestata in Egitto.
La piramide vera e propria avrebbe dovuto misurare 106,2 metri di lato, con un’altezza stimata tra i 57 e i 67 metri. Molta incertezza ha riguardato in passato l’angolo di inclinazione, originariamente supposto a 60 gradi, e più recentemente stimato in 52°, misura che lo rende perciò simile a quello già adottato per la grande piramide di Giza.
Le dimensioni della piramide, molto più modeste rispetto a quella fatta costruire dal padre a Giza, non sminuiscono tuttavia l’importanza di quella che dovette essere una tra le più sontuose tra le grandi piramidi della IV dinastia. Le minori dimensioni erano infatti ampiamente compensate dalla ricercatezza dei materiali: si tratta infatti dell’unica piramide il cui rivestimento si ritiene sia stato interamente realizzato in granito: numerosi blocchi del rivestimento si trovano tuttora in situ o ridotti in frammenti, spesso vere e proprie colline di detriti, lasciati sul posto dai cavatori di pietre.
L’importanza della piramide è altresì confermata dall’eccezionale posizione scelta per la sua costruzione, sulla sommità di un ampio rialzo calcareo, in posizione dominante sul territorio e la sottostante piana di Giza, chiaramente visibile dal colle di Abu Rawash. Si tratta dell’unica tra le piramidi della IV dinastia ad essere stata edificata sulla sommità di un rilievo, e non in una posizione pianeggiante.
Ben poco si conosce anche della struttura degli appartamenti interni: questi, profondamente scavati nella sottostruttura, erano raggiunti per mezzo di un passaggio discendente, con ingresso sul lato Nord, avente un’inclinazione di 27°, ormai completamente scoperchiato e messo a giorno per la sua intera lunghezza. Lungo tale corridoio Valloggia riferisce del rinvenimento di un deposito di fondazione, contenente un ascia in bronzo.
Un profondo pozzo rettangolare si apre oggi al posto della camera funeraria, preceduta da un’ampia anticamera: si tratta di un modello che avrebbe costituito il prototipo delle successive piramidi della V dinastia, e ciò sebbene caratteri come la presenza del pozzo centrale risultino decisamente arcaici, rimandando piuttosto alla struttura delle piramidi a gradoni della III dinastia. La presenza di numerosi blocchi di granito sul fondo del pozzo evidenzia come la camera sepolcrale dovesse essere originariamente rivestita di questo materiale. Diversi autori hanno poi supposto la presenza di un sistema di controsoffitti analogo a quello previsto per la camera del re della grande piramide.
Sempre sul fondo del pozzo Petrie trovò numerosi frammenti di un sarcofago in granito, avente un profilo arrotondato simile a quello del sarcofago della grande piramide incompiuta di Zawiyet el Aryan.
Nonostante l’aspetto incompiuto e dilapidato, è oggi opinione diffusa che la piramide di Djedefre sia stata tuttavia completata. La distruzione della piramide avvenne probabilmente ad opera di cavatori di pietre in età romana e araba, sebbene sia forse iniziata già nel corso del nuovo regno.
Esiste inoltre traccia di un culto di Djedefre sopravvissuto ben oltre la morte del sovrano, e che sembrerebbe contraddire l’idea in qualche modo diffusa che Djedefre sia stato un usurpatore del trono dopo la morte del fratellastro maggiore e principe ereditario Kauab, identificando quindi in Khafre il responsabile della damnatio memoriae di Djedefre.
Meno chiaro è il significato di alcuni cartigli recanti il nome di Menkaure rinvenuti da Petrie nei pressi del tempio funerario di questo piramide, testimonianza probabile di restauri condotti da questo faraone sul complesso funerario, quasi certamente completato dopo la morte del sovrano.
Sempre ad Abu Rawash si trova una piramide ancor meno conosciuta delle precedente, e contrassegnata semplicemente come Lepsius #1, già identificata come una piramide da Perring, che per primo ne riferì l’esistenza nel 1830. Lo stato dei resti, estremamente dilapidati, ha recentemente persino posto in dubbio il fatto che si tratti di una piramide. Lehner la considera per esempio una piramide provinciale, assimilandola ad altre piramidi di questo tipo attestate a El Kula, Seila ed Elefantina. Le enormi dimensioni del monumento di Abu Rawash lo differenziano tuttavia significativamente da queste ultime. Si tratta infatti di una struttura massiccia, di 215 metri di lato e capace originariamente di raggiungere un’altezza teorica tra 107 e 150 metri. Al momento della scoperta, nel 1830, l’elevato superstite raggiungeva i 20 metri, oggi considerevolmente ridotti. La più probabile datazione di questa piramide è alla tarda III o IV dinastia. Il nome di Huni è stato avanzato quanto ai possibili costruttori di questa piramide. Diversamente da altre piramidi della IV dinastia, si tratta di una costruzione in mattoni, che parzialmente sfrutta un affioramento roccioso naturale nel quale è ricavata la camera funeraria.
3 Km a Sud di Giza si trovano invece i resti della grande piramide incompiuta di Zawiyet el Aryan (quest’ultima da non confondersi con la vicina piramide a strati, datata invece con certezza alla III dinastia). Si ritiene che questo enorme monumento, paragonabile per dimensioni alla piramide di Khafre a Giza, sia stato realizzato e mai ultimato nel corso della IV dinastia da un faraone talora indicato con il nome di Bikheris o Nebkare, il cui regno deve forse collocarsi tra quelli di Khafre e Menkaura. Stilisticamente, si tratta di una costruzione pienamente assimilabile alle più grandi realizzazioni della IV dinastia, con un lato di base di 210 metri e circondata da un muro di cinta di 420 metri di lato. Al centro della base della piramide si apriva un profondo pozzo rettangolare, del tutto simile a quello della piramide di Djedefre ad Abu Rawash, cui si accedeva per mezzo di una doppia rampa inclinata avente una pendenza di 25°, orientata verso Nord e della lunghezza di 110 metri per una larghezza di 8,5.
Il fondo del pozzo fu per la prima volta raggiunto da A. Barsanti nel 1905, che vi rinvenne la pavimentazione di una camera della misura di 25 x 15 metri e un grande sarcofago ovale profondamente incassato nel pavimento, sul lato Ovest. L’intera pavimentazione, come pure il sarcofago, erano realizzati con blocchi di granito pesanti fino a 40 tonnellate. Al momento della scoperta Barsanti rinvenne il sarcofago ancora chiuso dal coperchio originario. L’interno del sarcofago risultò vuoto, se non per una banda nerastra che correva lungo le pareti interne fino a un’altezza di 10 cm. Stranamente il sarcofago sembrava possedere delle canalette di scolo posto sui lati lunghi che non fu tuttavia possibile seguire nella sottostruttura della piramide. Barsanti riferisce di come, durante un temporale eccezionale, la fossa si fosse riempita d’acqua sino ad un’altezza di 3 metri, per calare poi improvvisamente di un metro. Da questo fatto Barsanti dedusse l’esistenza di un ambiente sotterraneo della capacità di almeno 180 metri cubi, al di sotto della pavimentazione originale: il tentativo di raggiungere questo ambiente non condusse tuttavia ad alcun risultato, data la limitatezza dei fondi disponibili e la difficoltà di rimuovere i blocchi di granito pesanti fino a 40 tonnellate che venivano via via incontrati. Nel 1911 Barsanti riferì della scoperta di un blocco di granito di dimensioni eccezionali, da lui interpretato come il possibile accesso di una camera funeraria. I lavori dovettero tuttavia interrompersi nel 1912 senza che si potesse rimuovere il blocco.
Attualmente l’intero complesso si trova all’interno di un’area militare, che ha irreparabilmente distrutto ogni traccia superstite delle sovrastrutture (di cui si conservava traccia dei primi 3 o 5 corsi). Tutto intorno e anche al di fuori del perimetro militare si trovano tuttavia sparsi enormi blocchi di calcare e alcuni in granito che dovevano evidentemente provenire dal nucleo della piramide.
Sezione della piramide (da Wikipedia.fr):
http://fr.wikipedia.org/wiki/Image:Coupe-grande-excavation.jpg
Disegno ricostruttivo del grande pozzo centrale con la doppia rampa inclinata (da Wikipedia.fr):
http://fr.wikipedia.org/wiki/Image:Vue-grande-excavation.jpg
Disegno del sarcofago – vasca ovale (da Wikipedia.fr):
http://fr.wikipedia.org/wiki/Image:Sarcophage-grande-excavation.jpg
Una delle rare immagini fotografiche della camera funeraria (si noti l’enorme dimensione dei blocchi rispetto all’uomo sullo sfondo e il punto di sbocco rettangolare in primo piano di una delle canalette di scolo in uscita dalla vasca-sarcofago (evidenziata dalla chiazza di umidità sottostante)
http://fr.wikipedia.org/wiki/Image:Photo-cuve-grande-excavation.jpg
Riguardo alla piramide di Abu Rawash, ho inoltre aggiunto alcune immagini su AI Portfolio che ho avuto modo di scattare sul sito al finire del 2006.
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