Capisco entrambe le posizioni espresse da Mdd e da Dizzi. Putroppo ci sono davvero situazioni in cui l'archeologo è davvero l'anello debole della catena e o si adegua o è tagliato fuori.
Purtroppo temo che non ci sia un modo univoco di dare dignità alla categoria (che per altro non è molto organizzata e si muove in direzioni divergenti) e quindi garantire a tutti pari opportunità e tutele.
Aggiungo solo una cosetta: ci sono situazioni in cui è quasi impossibile inserirsi con una nuova società non tanto perchè la Soprintendenza non accetta di affidare lavori a gruppi organizzati ma perchè le società già esistenti ti fanno terra bruciata attorno. E per ottenere questo ci sono tanti mezzi: sfruttare legami "di amicizia e fiducia" con ispettori che si rivolgono sempre e solo agli stessi operatori, screditare i nuovi sconsigliando di affidar loro dei lavori, appoggiarsi a qualche funzionario "amico" per far saltare convenzioni e contratti che portebbero in futuro minare certi monopolii (lo sto vedendo succedere in questi giorni...), ....
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