Nella stragrande maggioranza dei casi l'opus reticulatum era intonacato.
Mi viene in mente che Jean Pierre Adam, in L'arte di costruire presso i romani, dice una cosa tipo "i muratori si divertivano" a creare disegni e persino lettere con pietre di colore diverso... Poniamo che la manovalanza avesse a disposizione una certa quantità di mattoni di tufo e qualche mattone in calcare o pietra lavica. Allora che fare? perchè metterli a caso se invece posso creare dei bei disegni, così, per svago, anche se poi tutto sarà intonacato?
In realtà considerando che la vita di un edificio è generalmente lunga, si può ritenere che le policromie inizialmente concepite per rimanere a vista fossero poi coperte al sopraggiungere di una nuova moda.
Oltre che a Pompei ed Ercolano, l'opera reticolata policroma è attestata anche ad Ostia.
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