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Vecchio 02-June-2008
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AI gens
 
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pilpotis Visualizza Messaggio
Concordo anch'io con Shardanaleo che in generale "l'etimologia tradizionale" è tutta condizionata dalla Teoria Romanza che "oggi" risulta completamente ascientifica e fuorviante (oltre che strumento culturale ideologico a sostegno del mito classico greco-romano).

Il latino è stata solo una delle molteplici varianti linguistiche altro che l'origine delle nostre lingue.

I limiti e le assurdita della Teoria Romanza sono ben evidenziati anche dalla Teoria della Continuità dal Paleolitico del glottologo Mario Alinei.


la teoria indoeuropea è più che valida e non è ne ascientifica ne fuorviante, tant'è vero che sono ben pochi i linguisti che hanno dato credito a Semerano.

Per quanto riguarda alinei, la sua teoria della continuità paleolitica è più precaria di un tavolo a due gambe, ma tant'è...

Per quanto riguarda semerano poi, non penso neppure che sia necessario commentare, basta notare che lui stesso afferma di non usare un metodo scientifico:

"Lo studio sistematico, per dare sempre più rigorosa coerenza alle norme delle evoluzioni fonetiche, nulla può dirci delle reali origini e degli sviluppi delle voci antiche" (da: "l'infinito")

Il suo metodo è del tutto paretimologico, senza contare che non fa nessuna analisi ne confronto delle strutture grammaticali (che son ben più importanti dei vocaboli, e che sono profondamente diverse tra lingue semitiche e indeuropee). Insomma: enigmistica, non linguistica.

Nessuno nega che vi siano somiglianze lessicali tra le lingue indoeuropee e le lingue di altri ceppi (semitiche, dravidiche, altaiche, caucasiche,..) ma il punto è come spiegare queste somiglianze. Può forse trattarsi di un'origine comune (ipotesi nostratica, che trovo interessante), ma quest'origine andrebbe posta nella preistoria, ben prima di qualsiasi romano, sumero o shardana che si voglia.

P.S. l'inglese "Bark", barca, deriva molto probabilmente dalla radice indoeuropea *bhar "portare", tant'è che compare nelle principale lingue indoeuropee (russo "barkasu", celtico "bark"; greco "baris", dove tra l'altro si nota che la "k" deriva probabilmente da un suffiso)
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